Caso Apt, nuovo incarico per Grassi

Prima i presunti rimborsi fantasma, poi le dimissioni, la sospensione dal lavoro e dallo stipendio per sei mesi. Oggi Fabio Grassi, ex capo ufficio stampa Apt, indagato dalla Procura per truffa e peculato dopo lo scandalo sui presunti rimborsi fantasma, è tornato a lavorare con l’inquadramento e il trattamento economico di sempre: 118.136 euro lordi all’anno.

Grassi è stato distaccato alla Fondazione Centro Ricerche Marine dell’Emilia Romagna dove è entrato in servizio lo scorso 3 maggio. La Fondazione, che ha sede a Cesenatico, si occupa di studi sulla fauna marina ed è finanziata dalla Regione, tra i suoi promotori l’Università di Bologna, alcuni Comuni della Riviera e alcune fondazioni bancarie.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Regione la nuova collocazione di Grassi. «Questo ricollocamento è inaccettabile. Soprattutto nelle modalità con cui è avvenuto, mantenendo lo stesso inquadramento e il relativo stipendio a cinque zeri. Responsabile di questo ennesimo scandalo che riguarda Apr è la presidente Zanetti che a settembre del 2016 firmò un vergognoso accordo di conciliazione con lo stesso Grassi che, come avevamo previsto, gli ha sostanzialmente regalato l’immunità».

Questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle. «Quello che più colpisce, oltre al fatto che a questa persona è stato trovato l’ennesimo posto al sole, è che abbia mantenuto lo stesso stipendio di quando aveva responsabilità sicuramente più importanti di quelle che in teoria dovrebbe svolgere. E di tutto questo dobbiamo ringraziare la presidente Liviana Zanetti che nel bel mezzo del polverone su Apt e ad indagini della magistratura ancora in corso, decise di mettere una pietra sopra alla vicenda di Grassi firmando un discutibile accordo di conciliazione che prevedeva sì una sospensione dal lavoro e dallo stipendio di 6 mesi, ma che di fatto gli garantiva l’immunità per qualsiasi altro aspetto che sarebbe emerso in seguito. Una scelta scellerata i cui effetti adesso sono sotto gli occhi di tutti. Per questo – conclude Raffaella Sensoli – ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni della Zanetti per manifesta incapacità gestionale».

Attilio Rinaldi, presidente del Centro Ricerche Marine, – sentito dal Corriere di Bologna – ricostruisce così le attività di Grassi: «Si occupa dei comunicati stampa, organizza incontri ed eventi. Ma il suo stipendio non è a carico nostro, lo paga Apt».

E intanto l’ex capoufficio stampa è stato sospeso per cinque mesi dall’Ordine dei giornalisti.

 

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