Dadlà da Po in mostra. Il fotografo sale in cattedra

C’è una terra mistica “Dadlà da Po” e c’è chi è riuscito a raccontarla per immagini. Questa è una storia di attimi, di un viaggio nei luoghi dell’infanzia di Maurizio Franzosi che ha catturato il momento, la luce in quell’attimo che trasforma una riproduzione in una fotografia. Facile a dirsi difficile a farsi.

«E’ un omaggio – ha commentato l’autore – alla mia terra con le sue emozioni, i suoi dettagli che riaffiorano in me. E anche la sua nebbia… lo sai che l’abbiamo inventata noi per poi venderla agli inglesi?». Le immagini sono tutte in bianco e nero, formato 70 cm per 100 e otto sono in mostra alla Cantina del Porto mentre due sono all’esterno di Mema Studio in via Baldini, 12. Queste ultime, che si trovano nello studio del fotografo, sono a rotazione quindi ogni giorno sono diverse e saranno esposte fino a fine estate.

Di seguito Maurizio guida il lettore nei meandri delle emozioni che hanno contribuito agli scatti.

«Sono le mani di mia mamma mentre fa i tortellini di zucca. C’è la fatica che ha sostenuto nella sua vita e che è un po’ la filosofia della nostra famiglia; mi ha permesso di imparare un mestiere e anche qui c’è tutta la mia riconoscenza».

«Ho sempre amato le mucche! Quando andavo in campagna da mio nonno mi faceva sempre visitare le stalle del circondario. E’ un pensiero felice legato alla mia famiglia e a un ambiente rustico poi mi piace molto la composizione: le galline sembrano in posa e la mucca ti segue con lo sguardo».

Ma forse la maestria del fotografo salta agli occhi in questo scatto che per pulizia e senso della luce ricorda un certo Basilico.

«Questo è il ponte di ferro che sta tra Mantova e Suzzara e sapevo che una volta passato quel ponte ci sarebbe stata la stazione di Quistello».

Attualmente il fotografo sta lavorando ad un progetto innovativo che, fotograficamente parlando «non si è mai visto in città».

Il catalogo della mostra è stato stampato e rilegato e è in vendita, per info memastudio.com – 335.6093675

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