Cesenatico introduce la tassa di soggiorno

Lo scorso 21 giugno il Parlamento con l’approvazione della legge n.96/2017 ha nuovamente consentito ai Comuni l’istituzione dell’imposta di soggiorno già a partire dal 2017. La Giunta comunale di Cesenatico, vista la necessità di reperire risorse per gli investimenti in campo turistico, ha valutato la necessità di portare all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale il regolamento per l’istituzione dell’imposta di soggiorno e nella mattinata odierna (lunedì 17 luglio) lo ha comunicato in un incontro con le associazioni di categoria.

Nello specifico l’intenzione è quella di approvare l’introduzione dell’imposta già dall’anno in corso, introducendo le tariffe a partire dall’autunno 2017 (ottobre-novembre), per evitare possibili problematiche come accaduto nel 2015 ai Comuni di Cervia e di Comacchio che hanno visto sospesa l’imposta proprio perché il regolamento non era stato approvato entro la data del 31 luglio.

Per la stagione estiva 2017 l’imposta di soggiorno non sarà applicata, infatti, così come previsto dallo Statuto del contribuente, la nuova imposizione sarà valida solamente 60 giorni dopo l’approvazione del regolamento, le tariffe saranno approvate successivamente con atto di Giunta così come previsto dalla legge.

La scelta dell’Amministrazione è legata alla necessità di “garantire stabilità alla risorse da investire in campo turistico. Nell’ultimo triennio, infatti, per rispettare gli equilibri di bilancio, Cesenatico ha visto una graduale riduzione delle spese correnti, nonché delle risorse per investimenti nella città pubblica. Si consideri che dal 2015 al 2017 il capitolo turismo è passato da 500 mila euro e 260 mila euro”.

A questa situazione va aggiunta “la grande incertezza legata all’Imu 2014-2015 sulla quale Eni ha presentato ricorso per i 3,8 milioni ancora da incassare con evidenti ricadute a livello di bilancio. Va ricordato che sulla Costa Romagnola, con gli ingressi di Cervia e Comacchio, nel 2017 tutti i Comuni ad eccezione di Bellaria-Igea Marina saranno dotati di imposta di soggiorno”.

“In queste condizioni – spiega il sindaco Matteo Gozzoli – è impossibile programmare interventi sulla città turistica e sulla promozione. Cesenatico ha bisogno di riprendere una programmazione di lungo respiro che oltre agli eventi e alla promozione sappia delineare le strategie per la riqualificazione di ampie parti turistiche del paese come la Vena Mazzarini, via Colombo, il lungomare, piazza Volta solo per citarne alcune. Siamo obbligati a sfruttare la finestra che si è aperta dopo il 21 giugno per garantire una programmazione al nostro turismo”.

“A fine luglio anche Cervia e Comacchio faranno il nostro stesso percorso, significa che quasi tutte le località balneari della Riviera Romagnola avranno introdotto l’imposta di soggiorno. Garantiremo trasparenza nel come saranno investite le risorse e ci confronteremo con le associazioni di categoria sulle strategie e sulle priorità di investimento. Il ricavato sarà investito per il turismo come previsto dalla legge. Ringrazio la precedente amministrazione che nel febbraio 2016 aveva già predisposto gli atti necessari come una bozza di regolamento e la richiesta di parere ai revisori dei conti; passaggi che hanno velocizzato il nostro lavoro”.

“L’esatto dimezzamento del capitolo dedicato al turismo passato dai 500 mila euro del 2015 ai 250 mila del 2017 sta creando grosse difficoltà – interviene l’assessore al turismo Gaia Morara – Il nostro impegno nel garantire comunque gli stessi eventi e le attività di promo-commercializzazione che negli anni hanno creato fidelizzazione e visibilità per Cesenatico, è stato portato avanti, ma la necessità di competere con le località concorrenti ci impone di aumentare, migliorare, riqualificare gli eventi e la città, per non parlare della promozione, in modo urgente. L’imposta di soggiorno, in un territorio in cui tutti i Comuni tranne Bellaria-Igea Marina la applicano, non creerà problematiche di concorrenza, ma lo farà in termini di competitività se Cesenatico non avrà la possibilità di tornare ad utilizzare risorse adeguate, rispetto a località che invece disporranno di entrate da dedicare ad investimenti turistici sulla città”.

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