«E’ malato terminale» e l’Inps gli azzera lo stipendio

Un messaggio su Facebook per denunciare un’ingiustizia. A firmarlo è l’azienda di Cesenatico Siropack Italia, specializzata nell’ambito del packaging e dell’innovazione tecnologica.

L’azienda si schiera a fianco di un suo dipendente «per il quale l’Inps – si legge nella nota stampa – ha stabilito la sospensione dello stipendio a partire da settembre 2017. Il dipendente, che tra un mese compirà 22 anni, è un ragazzo che da gran parte della sua vita deve lottare contro una grave malattia. Sin dall’età di 11 anni è affetto da Sarcoma di Ewing, una forma tumorale che si sviluppa prevalentemente a livello osseo».

Nonostante i lunghi periodi dedicati alle terapie, il giovane è riuscito ad ottenere il diploma all’Istituto Professionale Comandini di Cesena e nel febbraio 2016 è stato assunto dall’azienda Siropack Italia con la mansione di terminalista.

«Quando il nostro personale è cresciuto, ancor prima che sopraggiungesse l’obbligo di assumere una persona diversamente abile, non abbiamo avuto dubbi a puntare su questo ragazzo, nella convinzione che il lavoro potesse dargli un ulteriore stimolo per continuare a combattere la sua battaglia personale – affermano i titolari di Siropack Rocco De Lucia e Barbara Burioli – è un ragazzo infinitamente disponibile e positivo, per questo la sua presenza ha rappresentato, fin dal suo arrivo, un valore aggiunto per tutta l’azienda».

Poi nel marzo scorso l’evolversi della malattia ha costretto il 22enne a sottoporsi ad un intervento di rimozione di un polmone, dando inizio ad una lunga e delicata convalescenza, tuttora in corso, sotto le cure dell’Ieo di Milano e dell’Irst di Meldola, con cui Siropack collabora da ormai 2 anni tramite l’Istituto Oncologico Romagnolo, di cui sostiene vari progetti di ricerca. In questo contesto, nonostante il giovane necessiti di tempo per proseguire il suo percorso di recupero, «l’Inps è intervenuta azzerando lo stipendio che Siropack versava regolarmente al proprio dipendente, a partire dalla busta paga di settembre, considerando terminati i giorni di malattia concessi. La nostra azienda considera tutto questo una profonda ingiustizia – commentano Rocco De Lucia e Barbara Burioli – Siamo rimasti commossi dalla sensibilità dei nostri circa 30 dipendenti, che si sono resi subito disponibili al pagamento di una colletta, ma abbiamo stabilito che sarà la proprietà a provvedere al suo sostentamento, là dove gli organi preposti alla tutela dei lavoratori hanno deciso di voltare le spalle a chi si trova nel bisogno».

E Siropack non usa mezzi termini. «Un atto arbitrario e lesivo nei confronti di un ragazzo che sta combattendo contro un tumore e che, come tutti i suoi coetanei, nella quotidianità deve affrontare spese, anche importanti, e progettare il suo futuro. Nei periodi in cui il suo stato di salute gli ha permesso di svolgere la propria mansione all’interno della nostra azienda, il ragazzo si è dimostrato un lavoratore volenteroso, nonché un ragazzo umile e generoso – concludono i titolari di Siropack – per questo non possiamo permettere che questa decisione renda ancor più difficile la sua situazione. Agiremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per sostenerlo e dimostrargli la nostra vicinanza e allo stesso tempo sensibilizzare le autorità competenti affinchè i lavoratori come il 22enne possano essere trattati con maggiore umanità».

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