In città la lady MacGyver in gonnella

 

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Sofia Biondi/livingcesenatico

Quando la vedi riemergere dal cofano del carburatore con le strisce d’olio sulle guance e la chiave inglese impugnata come un fioretto, capisci subito che – all’officina Biondi di via Saffi a Cesenatico – la parità dei sessi è arrivata da un bel pezzo. Almeno da 20 anni. Su per giù l’età di Sofia Biondi – genoma da MacGyver in un corpo da modella – l’unica fanciulla di Cesenatico che, dopo il liceo scientifico, fregandosene altamente di sessismi e stereotipi, ha scelto di diventare meccanico: «Ogni volta che svelo il mio lavoro – spiega – conosco già a memoria le reazioni: ‘che ci capisce una donna di motori?’ o ‘che ci fa una ragazza in officina?’. So di fare un lavoro prevalentemente maschile, ma questa è la mia passione e agli occhi increduli e alle battutine ‘copia & incolla’ dei coetanei ormai ci ho fatto l’abitudine».

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Sofia Biondi/livingcesenatico

Benché trascorra le giornate tra pistoni e carburatori (banditi invece, per editto di famiglia, i sexy-calendari da officina), Sofia mantiene intatta tutta la sua femminilità. A parte il concio nei capelli e quella tuta un po’ bisunta, basta quel sorriso radioso e quel nasino inarcato alla francese per ricordare a tutti le virtù charmant dell’altra metà del cielo: «Una donna meccanico – spiega – forse avrà meno forza fisica, ma sul piano della precisione e dell’approccio scrupoloso, non ha nulla da invidiare agli uomini. E in una professione che sta diventando sempre più tecnologica non sono requisiti trascurabili».

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Sofia Biondi/livingcesenatico

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Sofia Biondi/livingcesenatico

Felicemente fidanzata con un giovane fornaio («che ridere quando è rimasto con l’auto in panne e ho dovuto soccorrerlo…»), proprietaria – orgogliosa – di una Fiat Panda («un’auto che adoro e che curo in maniera maniacale»), Sofia non ha dimenticato il suo primo amore, quello per la storia dell’arte: «Non è detto – rivela – che, quando il lavoro mi darà un po’ di tregua, non riprenda gli studi, magari iscrivendomi all’università. Adoro l’arte e i suoi maestri e prima o poi troverò il modo di assecondare questa mia passione».

Intanto, però, con tenacia e applicazione, si sta sempre più specializzando nell’officina di famiglia dove, giorno dopo giorno, le sue mansioni diventano sempre più impegnative «Al di là dei corsi di meccanica, l’officina resta la scuola più importante – ammette – soprattutto se, come me, hai la fortuna di avere dei bravi insegnanti. Il maestro più prezioso, ma anche il più severo, è mio fratello Luca, un vero fuoriclasse. Mi spiega le cose con pazienza e chiarezza, ma al termine della ‘lezione’, non ammette errori». E quando invece capita di sbagliare, Sofia sbuffa, arriccia il naso, si rifà il concio e torna a sgomitare dentro il cofano. Con l’ostinazione di un minatore e la grazia di un’etoile.

Mario Pugliese

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