Mucillagine: le prime ipotesi di Arpae LE FOTO

Foto Arpae Emilia Romagna

«Nel mare Adriatico, si è ripresentato da qualche settimana, il fenomeno delle mucillagini». Così inizia Arpae a spiegare quello che sta succedendo nelle acque delle coste romagnole.

«Le mucillagini sono costituite principalmente da polisaccaridi (zuccheri complessi) che si rigonfiano a contatto dell’acqua e che si riuniscono formando aggregati di forma e grandezza diverse. Prendono origine come prodotto “extracellulare”, ossia come escrezione da parte di microalghe presenti in ambiente marino oppure si formano per disgregazione cellulare delle stesse. Il fenomeno delle mucillagini è diverso da quello eutrofico relativo alle fioriture microalgali che si hanno in conseguenza degli apporti da parte dei fiumi – si legge nella nota stampa – L’avvistamento di materiale mucillaginoso è iniziato al largo, da circa 3 miglia dalla costa: il 3 e 4 luglio nell’area di mare centro meridionale, sotto forma di filamenti; il monitoraggio del 10-13 luglio ne ha mostrato la presenza anche nell’area settentrionale; i controlli del 17 e 18 luglio infine hanno rilevato affioramenti più consistenti di mucillagine nella zona di mare centro-settentrionale. Attualmente sono presenti macro aggregati mucillaginosi anche a riva, in alcune località della costa dell’Emilia-Romagna».

Arpae Daphne da parte sua prosegue il monitoraggio, poichè «è difficile definire un quadro spaziale del fenomeno e la sua evoluzione futura», ma tranquillizza «la presenza di mucillagini non rappresenta un problema per la salute dei bagnanti».

Foto Arpae Emilia Romagna

Ma da cosa è dovuta la formazione di mucillagine? «La produzione è un fenomeno molto diffuso in ambiente marino, non limitato ai soli mari italiani e al Mediterraneo. E’ un fenomeno non generato dalla presenza o scarichi di sostanze inquinanti, infatti la testimonianza più antica risale al 1729, periodo in cui non erano state ancora sintetizzate molecole inquinanti. I meccanismi che inducono l’escrezione di tale materiale da parte delle microalghe in ambiente marino e le sue dinamiche di aggregazione sono tuttora oggetto di ricerca».

Come si manifesta il fenomeno delle mucillagini. «Il fenomeno non sempre si manifesta. Quando si presenta, compare sotto forma di fiocchi bianchi lungo la colonna d’acqua (0.1-3 cm) denominati per somiglianza “neve marina”; nei mesi estivi, dopo ulteriori stadi di aggregazione, può manifestarsi una fase a “filamenti” (1-20 cm) che tendono a distribuirsi più superficialmente lungo la colonna d’acqua. Generalmente il processo di aggregazione si arresta a questo stadio, ma può anche evolvere ulteriormente con fasi a “reticolo“ e “nuvole” (di dimensioni fino a 400 cm) fino ad affiorare nelle acque superficiali durante i mesi estivi. Una parte del materiale si deposita a livello dei fondali e in genere non affiora lungo la costa; compare in superficie localmente sotto forma di chiazze e strisce che, nel corso della giornata, possono variare di dimensione e spostarsi in funzione dei venti e delle correnti. Quando vi è la predominanza di venti che spirano verso costa (ad esempio Scirocco) viene sospinto e ammassato a ridosso dei porti, delle barriere frangiflutti e in zona di balneazione. Risulta quindi difficile dare un quadro spaziale del fenomeno e prevederne spostamenti ed evoluzione. La disgregazione e scomparsa del fenomeno avviene principalmente ad opera di forti mareggiate con rapido ricambio delle masse d’acqua.

Fin dal 1989 la Struttura Oceanografica Daphne sorveglia nelle acque regionali l’evoluzione del fenomeno tramite una mirata attività di monitoraggio, che viene intensificata quando si verificano aumenti dell’aggregazione del materiale.

Ultimo bollettino Arpae del mare. «I controlli sono stati eseguiti dalla struttura oceanografica Daphne II da 500 metri  dalla costa fino a 10 km al largo da Cattolica a Lido di Volano. L’area settentrionale monitorata si caratterizza per acque a media salinità e valori di clorofilla “a” più elevati in costa rispetto a quelli al largo. Questa situazione è riconducibile agli sversamenti provenienti dai bacini costieri in particolare da quello padano, avvenuti nei giorni scorsi. Di conseguenza, anche i valori di trasparenza si attestano su valori bassi. Diversa è la condizione nell’area meridionale che si caratterizza per avere migliori valori di salinità e trasparenza e bassi valori di clorofilla “a”. Dai controlli effettuati sull’ossigeno disciolto si evidenziano condizioni di normalità in superficie ed una estensione delle aree ipossiche nell’area centro settentrionale rispetto a quanto rilevato nel precedente monitoraggio. In miglioramento i valori di trasparenza soprattutto nella zona sud. Stazionarie le temperature in superficie che si attestano su valori medi intorno a 27 °C. Dai controlli effettuati lungo la colonna d’acqua con telecamera subacquea, si rileva la presenza di macrofilamenti lungo la colonna d’acqua con locali affioramenti di materiale mucillaginoso nella zona centro-settentrionale.

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