CNA: «Tira il turismo alternativo, meno quello balneare»

Il mese di agosto imprimerà una decisa spinta al settore turistico, grazie all’incremento dei turisti stranieri e soprattutto degli italiani. A prevederlo è un’indagine condotta a livello nazionale dal Centro Studi CNA in collaborazione con CNA Turismo e Commercio, tra le imprese del settore associate.

I turisti di agosto ammonteranno complessivamente a 14,6 milioni, con una crescita del 5,8% sullo stesso mese dello scorso anno; in merito alle mete di preferenza, la vacanza al mare rimane la più gettonata dai turisti italiani, seguita da città d’arte, borghi, montagna e centri termali. Invertite invece le preferenze al vertice per gli stranieri, che preferiscono le città d’arte.

Un dato significativo emerge con riferimento al 15% di “escursionisti”, ossia coloro che integreranno abitualmente la propria vacanza, cogliendo l’occasione del soggiorno nelle mete principali per compiere escursioni e visite.

«Questo elemento – sostiene Marco Laghi, responsabile di CNA Turismo e Commercio Forlì-Cesena – è davvero interessante perché va nella direzione di ciò che andiamo dicendo da tempo, ossia che il movimento turistico si sta evolvendo verso forme meno stanziali. Quindi la pianificazione promozionale deve tenere in considerazione questo fenomeno».

E come sta andando la nostra riviera? L’indagine CNA conferma i dati di sintesi del 1° semestre 2018, diffusi dalla regione Emilia Romagna: la riviera chiude con un +4,3% di presenze e con +4,5 % di arrivi (+8%). Cresce sia la clientela nazionale che quella estera. Dati che cozzano con le preoccupazioni espresse recentemente dagli operatori del turismo balneare, che lamentano una regressione anche consistente, relativa ai mesi di luglio e agosto.

«Se analizziamo in profondità i dati regionali – spiega Marco Lucchi, responsabile di CNA Est Romagna – vediamo che se la riviera cresce, le altre destinazioni in regione crescono molto di più: le città d’arte segnano un +10,1% di presenze, l’Appennino +10% le terme +7,9%. Naturalmente, in termini assoluti, la riviera esprime un peso diverso ma questi dati non vanno sottovalutati per il significato che potrebbero esprimere in prospettiva. La flessione del turismo balneare non fa che confermare la minore stanzialità dei turisti, la maggiore propensione all’escursione, alle emozioni e alle esperienze. CNA da tempo sostiene che, se vogliamo essere competitivi, dobbiamo differenziare l’offerta in una logica dove il prodotto non è più singolo (mare, montagna, etc…) ma è rappresentato da un intero territorio, che offre tutto ciò di cui il turista ha bisogno».

Come sempre, però, la chiave di lettura inconfutabile la si avrà con la chiusura del mese di settembre.

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