La “bomber” Margherita Molinari: “Ecco come si diventa influencer”

Musetto da cerbiatto, capelli color miele, occhi celesti, nasino inarcato alla francese e sorriso killer. L’abbiamo conosciuta così Margherita Molinari da Cusercoli, la “bomber” forlivese di “Avanti un altro” (il pre-serale di Canale 5 condotto tutti i giorni da Paolo Bonolis). E’ lei la seducente calciofila che – tacco dodici e decolleté da urlo – rivolge ogni sera ai concorrenti le domande sul football.

Dopo il casting di “Veline”, la partecipazione a Miss Italia ed i servizi a “Le Iene”, Margherita è diventata un volto noto della tivù italiana ma, nonostante il successo, resta coi piedi ben ancorati al terreno e frequenta, col solito impegno, l’università di Lingue e Comunicazione alla Iulm di Milano.
Ma, oltre alla sua carriera accademica e televisiva, la Molinari è anche una delle più apprezzate influencer italiane. Con oltre 273mila follower sulla sua pagina instagram, anche per lei i social sono diventati un’opportunità di visibilità, ma anche di guadagno. E proprio in questo ruolo di web-ambassador è stata invitata nei giorni scorsi a Milano Marittima dall’Ale Piva Production per tenere una lectio magistralis sul mondo degli influencer. Davanti ad una quindicina di giovani, tutti con un percorso artistico già delineato ma desiderosi di cavalcare anche l’onda propizia della “carriera social”, Margherita ha raccontato la sua esperienza personale, offrendo una testimonianza autorevole sul tema.

Margherita, quando si parla di social nel mondo dello spettacolo, ci si riferisce prevalentemente alla piattaforma Instagram. Ma Facebook e Twitter?
“Se parliamo di giovani e, soprattutto, di opportunità di business, Instagram è in assoluto il social più interessante. E questa non è solo un’opinione personale. Se non fosse stata per mia mamma, che ci tiene in modo particolare, io avrei già cancellato il mio profilo facebook. Lo stesso Twitter, nel mondo dello spettacolo, ha poca presa. Se proprio uno cerca un’alternativa ad instagram, io consiglierei LinkedIn che, invece, offre ottime opportunità di visibilità”.
Qual è l’errore più grande che si commette su Instagram?
“Quello di acquistare i follower. E’ un errore grossolano e anche inutile perché le aziende oggi utilizzano un’applicazione che consente di verificare l’autenticità dei seguaci. Quando un brand seleziona un potenziale testimonial, la prima operazione che fa è proprio lo screening dei follower…”.
Quando si comincia a guadagnare su instagram?
“Quando arrivi a trentamila follower certificati puoi iniziare a lavorare con le collaborazioni, ovvero post pubblicitari in cambio di articoli commerciali…”.
Per chi si appresta ad aprire una nuova pagina instagram qual è, da un punto di vista commerciale, il consiglio numero uno?
“Quello di individuare un percorso e di seguirlo sempre con coerenza. Per avere successo sui social bisogna essere se stessi o, in ogni caso, restare fedeli al personaggio chi si è scelto. Le aziende hanno bisogno di figure profilate, ovvero altamente credibili in un determinato segmento. Io, ad esempio, vado forte nella moda e nel fashion, ma nello sport, pur ricevendo tante richieste, mi sento meno credibile e quindi rifiuto diversi lavori”.
Quali immagini funzionano sui social?
“Difficile rispondere, certamente, come dicevo prima, è essenziale decidere una linea e seguirla. Anche sul piano tecnico – quindi nei colori, nelle ambientazioni e nelle pose – bisogna postare solo foto coordinate, che abbiano cioè lo stesso imprinting grafico. Ecco perché, quando i social iniziano a diventare un lavoro serio, è sempre importante affidarsi a professionisti e consulenti all’altezza”.
Come ci si difende dai “marpioni della rete”, ovvero da quei sedicenti agenti o impresari che promettono il successo planetario e, invece, cercano “altro”?
“Ci vorrebbe un radar ma, siccome non esiste, bisogna affidarsi all’esperienza. Io i primi passi nel mondo dello spettacolo li ho sempre mossi con i miei genitori al fianco ma, anche loro, pur avendo molto più buon senso di me, non sono infallibili e dunque anche loro, nel mio percorso professionale, hanno commesso qualche errore di valutazione. Per evitare persone malintenzionate o comunque gente che ti fa solo perdere tempo ci vuole occhio, tatto e, soprattutto, tanta esperienza”.

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