Le donne nello sport: Silvia, una ciclista in gamba

a cura di Alice Gasperoni

Abbiamo parlato di Oliana (leggi qui il servizio), che correva con la sua bici per portare il pesce negli anni QQQQuaranta e, ci siamo fatti un giro nella vita Dalia (leggi qui), oggi, ventenne professionista ex-campionessa Italiana, insomma, il passato ed il presente a confronto. Nel frattempo, tra loro, c’è un’altra donna di cui parlare, una romagnola, ciclista, di cui vi avevo promesso avrei raccontato la storia: Silvia, la nipote di Oliana.

Proprio Silvia, è bastata la frase: “anche io quando correvo…” per non sfuggire alla mia curiosità, così ha iniziato a raccontarmi…”. Ho cominciato a correre tardi, insegnavo già alle elementari a Bellaria e un giorno, per gioco, ho preso una city-bike e sono andata a Mercato Saraceno e da lì è iniziata la passione”. Poi un’escalation continua: entra nel gruppo delle professioniste, su richiesta della preparatrice atletica della squadra di Bellaria, la Oliviero; durante la settimana insegna a scuola e nel weekend corre in giro per l’Italia.

Silvia è molto umile nel descriversi come ciclista, ma lei a differenza delle compagne di squadra, non aveva sosta: “le mie colleghe, il lunedì, riposavano, io invece entravo a scuola – continua – Ho corso anche per la Mapei: dalle squadre non percepivamo stipendio, ma ci venivano passati abbigliamento e bici”. Silvia corre 3 anni con le professioniste poi… “avrei partecipato al giro d’Italia femminile, questo però, doveva avvenire in luglio e io dovevo sposarmi ad agosto, per cui mi sono preclusa questa occasione”.

Dopo questa scelta, si è dedicata al gran fondo:” Partecipai alla Nove Colli, dove, insieme ad una mia ex compagna di squadra, ci piazzammo al terzo e quarto posto. Feci poi la maratona delle Dolomiti, dove anche li ottenni un secondo posto, dove oltretutto fui accolta come “la ciclista della città di Pantani” fu molto bello.”Continua dicendomi di aver poi partecipato ad altre gare con buoni risultati: si allenava tutti i giorni e questo diede i suoi frutti.

Silvia oggi è insegnante di tedesco, ha due figli ed è una donna molto in gamba, oltre che in grande forma: le chiedo dunque se oggi corre ancora e lei sorridendomi mi dice:”Sì, ma a piedi! Questo mi occupa meno tempo ed è più semplice come allenamento, non serve niente di più che le proprie gambe”. Voi penserete che per lei questo sia niente più che una passione per mantenersi in forma, ma dopo aver lasciato il ciclismo a trentadue anni, Silvia si è dedicata anche a qualche gara di podismo a livello amatoriale… che super sportiva ragazzi!

Silvia divenne ciclista a ventiquattro anni, tardi, per gioco, un po’ come sua nonna, che portava il pesce per lavoro, senza pensare a quello che sarebbe diventata… È incredibile come, dietro ad una storia, possa essercene un’altra, altrettanto bella e interessante, tale nonna tale nipote, buon sangue non mente.

Tre sportive, tre cicliste, tre fantastiche donne, tre storie tanto simili quanto diverse, tutte romagnole, nella città “del pirata”… c’è da andarne fieri, molto.

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