Cannabis light, l’erba del vicino è più verde

Cannabis light situazione di stallo all’italiana. Come riportato dai principali quotidiani la Cassazione ha stabilito che è vietata la vendita di oli, resina, inflorescenze e foglie di marijuana sativa perché la norma sulla coltivazione non li prevede tra i derivati commercializzabili, a meno che questi prodotti siano in concreto “privi di efficacia drogante”. Ciò significa che il thc (il principio attivo della marijuana, quello che fa sì che sia riconosciuta come stupefacente) contenuto nei prodotti debba essere compreso tra lo 0,2 e lo 0,5. Visto che l’erba del vicino è sempre più verde, in   Svizzera, paese noto per la sua precisione, i prodotti in vendita possono raggiungere l’1% quindi il doppio rispetto chi sta sul suolo italico.

A pochi giorni dalla sentenza, l’atmosfera che si respira è quella di calma piatta in attesa che qualcosa si muova o che, come spesso succede, si rientri nella casistica tanto cara al Belpaese:  fatta la legge trovato l’inganno. Un esercente che ha sede legale a Cesenatico, ma che ha preferito l’anonimato, ha descritto la situazione dal punto di vista imprenditoriale. “Si rischia di vietare una cosa che non fa nulla se non bloccare un mercato in crescita che porta finanze nelle casse dello stato (il giro d’affari in Italia è di 150 milioni di euro solo nel 2018, secondo Coldiretti). I nostri prodotti hanno tutti il thc sotto lo 0,5% ma molto dipende da come la Questura interpreta la sentenza. Quel che è certo è che c’è un buco normativo in cui un imprenditore non sa come muoversi, non ci sono linee guida. Non dimentichiamoci che si toglie una fetta di introiti alla malavita”.

I DATI Ragionare su qualche dato può essere utile a capire se cercare di fare ordine nel mercato della cannabis light sia utile a stroncare il problema della piaga della dipendenza. Da gennaio a aprile 2019 sono stati sequestrati dalle forze dell’ordine nella nostra provincia 9,5 kg di droga.
La marijuana registra il maggior quantitativo di sequestri: 8,9 kg contro i 360 grammi di cocaina, 130 grammi di eroina, 120 grammi di hashish. Possiamo fare anche delle stime sul valore al grammo: circa 80 euro per la cocaina, 10 per la marijuana e 30 euro per l’eroina. Quindi la quantità di droga sequestrata da inizio anno avrebbe fruttato oltre 400mila euro.

In Regione sono stati 34 i decessi da abuso di sostanze di stupefacenti nel 2017 (dato più aggiornato), corrispondenti all’11,56% del totale nazionale. In provincia di Bologna è stato censito il maggior numero di eventi fatali riconducibili all’uso di sostanze stupefacenti (9). Nell’ultimo decennio il valore più considerevole è stato registrato nel 2015, con 43, mentre quello più basso nel 2010, con 20.

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