Auto impazzita: la testimonianza del tassista

“Stavo aspettando un cliente che aveva chiamato la corsa e ad un certo punto ho sentito un botta esagerata. Credevo di capottarmi”. Queste le parole del tassista che ieri sera (venerdì 12 luglio) è stato coinvolto nella corsa impazzita di una Toyota in viale Carducci a Valverde (clicca qui per leggere l’articolo), all’altezza del Capo Nero.

“Fortunatamente la mia auto di grossa cilindrata ha tenuto la botta, ma nonostante questo si è spostata di circa due metri – continua il racconto del tassista – Poi ho anche pensato che se non c’ero io a fare da scudo, probabilmente quell’auto impazzita sarebbe finita all’interno del ristorante e sarebbe stata una strage”.

L’auto con a bordo un giovane, fermato poi da carabinieri, ha proseguito la sua corsa strisciando diverse auto parcheggiate e contro un’Audi che stava sopraggiungendo dalla direzione opposta. “Quando la Toyota si è fermata, l’uomo a bordo è uscito dalla vettura e continuava a ripetere che aveva fretta perché doveva andare a lavorare (l’uomo indossava una maglietta con il logo di un’agenzia di buttafuori, ndr.) – continua il racconto del tassista – Diversi testimoni hanno quindi detto che non bisognava farlo scappare, ma nessuno ha alzato le mani come contrariamente è stato scritto su Facebook da qualche persona non informata sui fatti”.

In quel momento sono arrivati alcuni carabinieri in borghese e in divisa: “A quel punto l’uomo alla guida della Toyota ha cercato di fuggire e quando un carabiniere in borghese ha cercato di bloccarlo gli ha tirato un pugno in faccia, un altro carabiniere è riuscito a bloccarlo, anche con l’aiuto di alcuni passanti”.

L’uomo, che pare un extra Cee, secondo alcuni testimoni andava a folle velocità, toccando i 130km/h, probabilmente la presenza del dosso gli ha fatto perdere il controllo dell’auto.

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