Morto in scooter: la toccante lettera

Ledio Cerriku

Il Comandante della Polizia Locale di Cesenatico, Edoardo Turci, scrive una toccante, profondamente umana e se vogliamo anche insolita lettera alla città di Cesenatico e alla comunità albanese dopo la morte di Ledio Cerriku, il giovane 19enne rimasto vittima nell’incidente di lunedì mattina in via Bramante a Valverde (clicca qui per leggere l’articolo).

Riportiamo integralmente la lettera scritta dal Comandante.

La salma del giovane Ledio Cerriku, morto lunedì scorso (due giorni prima di compiere vent’anni) in un incidente Valverde di Cesenatico, ha raggiunto, con un traghetto da Bari, l’Albania per la celebrazione del rito funebre.

La morte del ragazzo ha scosso la comunità, non solo quella locale (oltre al lavoro di aiuto cuoco, svolgeva volontariato nella Casa di accoglienza di Montaletto di Cervia, dove venne accolto ancora bambino) ma, specialmente, quella albanese in Italia che ha risposto in massa alla raccolta fondi per aiutare la famiglia di Ledio (n. telefonico 351 5544924 oppure l’Iban per bonifico: IT 95S0538723906000003111574). Molti di loro, (che non conoscevano il ragazzo morto, ma che avevano appreso la notizia dal tg o dai giornali) provenienti perfino da Varese, nella serata di mercoledì hanno raggiunto la famiglia di Ledio nella loro casa a Cesenatico. Come da tradizione, gli ospiti sono stati accolti dai parenti con una sigaretta e un bicchiere, sotto il quale hanno lasciato la loro offerta. Altri, per lo stesso motivo, chiedevano – nonostante fosse molto tardi – se un ufficio postale o una banca fosse aperta per poter fare un prelievo. Una straordinaria e commovente gara di solidarietà perché il dramma che la famiglia di Ledio sta vivendo – la morte del loro parente, per di più nel fiore degli anni, mentre si recava sul posto di lavoro – è senza fine.

Per gli agenti della Polizia Locale di Cesenatico, che hanno rilevato l’incidente, è stato molto difficile non partecipare emotivamente alla tragedia. Nonostante le necessarie fredde incombenze di rito (i contatti con la Procura, i referti, gli atti dovuti e i rilievi del sinistro, la raccolta delle testimonianze, il recupero della salma), la vista del lenzuolo bianco che copriva il cadavere non poteva che scuotere gli agenti e risvegliare una profonda pietà e un sordo dolore.

Poi il saluto alla salma, tenutosi all’obitorio dell’ospedale Bufalini di Cesena nelle forme tradizionali albanesi, che prevede il pianto rituale di una “lamentatrice” detta “Ilahinka”. Un antico rito per esprimere il dolore dei parenti e della comunità, già praticato al tempo degli eroi greci, e che si è mantenuto fino a tempi recenti; canti antichissimi che hanno una precisa forma sia testuale che melodica. Nel testo, non si parla di una strada dritta e piena di sole come quella che percorreva il giovane, lo scorso lunedì, dove purtroppo ha passeggiato anche la morte; tuttavia, speriamo che Ledio abbia trovato ora un’altra strada, dove la morte non può passeggiare. Meritava una chance in più, per la sua vita e per il suo futuro che stava costruendo, ma non gli è stata consentita.

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