Gloria Delvecchio Cassinadri è candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni regionali del 26 gennaio in regione. Due lauree, in Pedagogia e Sociologia, una terza in cantiere. In passato ha ricoperto i ruoli di insegnante e funzionario pubblico. Oggi si dedica alla politica, al volontariato col suo gruppo di promozione sociale “Arzdore” ed è attuale Segretario del Rotary Club di Cesenatico Mare.

gloria cassinadri

Cassinadri, c’è chi pensava a una sua candidatura “di servizio” in Fratelli d’Italia. L’impressione, invece, è che stia facendo esattamente il contrario, conducendo una campagna elettorale “sul serio”. E’ così?

“Vede, lo spirito di servizio è ciò che mi ha spinto ad accettare la proposta di candidarmi alle elezioni regionali. Credo fermamente in Giorgia Meloni, questa è la verità. Del resto, non mi risultano candidati che non facciano campagna elettorale… Dedizione e impegno: queste sono le condizioni che ritengo indispensabili per condurre una campagna elettorale per Fratelli d’Italia”.

Lo scorso novembre, l’onorevole Galeazzo Bignami, deputato FdI, ha realizzato un video a Bologna in cui mostrava i citofoni delle case popolari assegnate agli stranieri, incassando accuse di incitamento all’odio e violazione della privacy. Non le è sembrato un gesto esagerato? Lei a Cesenatico l’avrebbe fatto?

“Le case popolari in questa regione sono diventate appannaggio degli immigrati. Non biasimo Galeazzo Bignami per avere evidenziato un’ingiustizia sociale a discapito degli emiliano-romagnoli. Non ho nulla contro gli stranieri, molti di loro mi voteranno. Mi riferisco a quegli immigrati regolarmente inseriti nel tessuto lavorativo e sociale, persone per bene che rispettano le nostre regole e pagano le tasse. Insomma, italiani a tutti gli effetti. Però mi lasci dire una cosa: a Cesenatico – come nella maggior parte della Regione – ho visto anziani, disabili, vedove, persone in gravi difficoltà inseriti in coda nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari. Attendono anche per decenni, e alla fine non ottengono alcun beneficio”.

“Per contro, ho visto famiglie di immigrati sistemate rapidamente in alloggi pubblici con la formula dell’“emergenza abitativa”. Oppure, usufruendo di punteggi alti assegnati per redditi bassi, presenza di minori nel nucleo familiare, anziani a carico. Le fasce deboli della nostra popolazione sono state pesantemente penalizzate per favorire l’invasione multietnica. In molte zone delle nostre città, spaccio e prostituzione si annidano proprio nei quartieri popolari”.

Poteva essere lui il candidato presidente alla Regione. Eppure, è stata scelta Lucia Borgonzoni della Lega al suo posto. Non le dispiace un po’?

“Bignami è un eccellente politico, un uomo di statura morale indiscutibile, una persona preparata per quanto semplice ed umana. Il suo destino sarà, quindi, nel segno del successo. Non conosco personalmente la Borgonzoni, ma ha un buon programma ed è una donna: questo mi basta e avanza per sostenerla pienamente. Sono le donne che potranno fare la differenza. Speranza, forza e giustizia. Non sono, forse, tutte parole al femminile?”

Siamo in Emilia-Romagna, e il ruolo sociale ed economico delle cooperative non è affatto marginale. Come mai è sempre stata piuttosto critica con questo mondo?

 “Le cooperative sono diventate delle sanguisughe ai danni dei lavoratori con i loro costosi apparati amministrativi e le loro lussuose sedi. Le cooperative, inoltre, gestiscono il “business dei deboli”: anziani, bambini, disabili, immigrati. Fanno soldi a palate e beneficiano di vantaggi fiscali. Il tutto, mentre le aziende arrancano, chiudono, falliscono. Lo sa che quasi 30mila persone nella nostra regione vivono in strutture residenziali, come le case di riposo? Ad ogni tornata elettorale, è una pacchia per la sinistra…. Devo continuare?”

Mi dice i tre principali problemi della Regione e come li risolverebbe?

“Sanità, primo problema. Le liste d’attesa per i malati hanno tempi biblici. Il personale sanitario è oberato di lavoro e vittima di turni massacranti oltreché sottopagato. La cosiddetta “Auslona” è un meccanismo incontrollabile e farraginoso, pieno di burocrati. La filosofia di lavoro che permea questi ambienti non è più orientata a garantire il benessere della persona, quanto esclusivamente all’attenzione per il conto e le spese. Secondo problema: il sociale. Bibbiano, le basta? O vogliamo parlare della sinistra che non vuole la videosorveglianza nelle strutture per minori, anziani e disabili? Terzo problema: le manutenzioni. Con le “allerta meteo” pensano di avere risolto i problemi legati agli eventi climatici. La solita storia: parlano, annunciano, strombazzano ma alla fine fanno poco o niente. I ponti crollano. Le strade son piene di buche. Gli argini dei fiumi non sono più sicuri. Gli acquedotti, dei colabrodo. E poi non mi addentro sulla gestione rifiuti: altrimenti non finirei più”.

 
 
 

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