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Il punto

Le temperature elevate che stanno interessando anche il territorio romagnolo ripropongono con forza il tema della tutela della salute e della sicurezza di chi lavora all’aperto, nei cantieri, nell’agricoltura, nella logistica e in tutte quelle attività particolarmente esposte al rischio climatico.

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La posizione di CGIL

Come CGIL Forlì Cesena ci uniamo alla CGIL regionale e alle categorie sindacali che ritengono necessario accelerare rapidamente l’approvazione della delibera annunciata dalla Regione Emilia-Romagna sulle misure di tutela contro il caldo estremo, evitando ritardi che rischierebbero di lasciare migliaia di lavoratrici e lavoratori senza strumenti adeguati proprio nelle settimane più critiche dell’estate.

Lo scorso anno l’ordinanza regionale entrò infatti in vigore soltanto dal 2 luglio, pur a fronte di temperature elevate già presenti nelle settimane precedenti. Per questo riteniamo che non possa ripetersi quanto accaduto nel 2025: bene le rassicurazioni e il confronto avviato dalla Regione, ma ora serve procedere rapidamente con atti concreti e immediatamente applicabili.

Per la CGIL Forlì Cesena la delibera deve essere operativa già dal 1° giugno, perché le alte temperature e le condizioni di esposizione prolungata al sole sono già oggi una realtà concreta in molti luoghi di lavoro. In questo senso riteniamo che, di fatto, si sia già in ritardo.

Negli ultimi anni le ordinanze regionali hanno rappresentato un importante elemento di prevenzione, prevedendo lo stop alle attività lavorative nelle ore più calde nei giorni classificati a rischio “alto” dalle mappe Worklimate, elaborate da Inail e CNR, che monitorano il rischio da stress termico per chi svolge attività fisica intensa all’aperto.

Oggi però la situazione climatica rende evidente la necessità di intervenire con maggiore tempestività e stabilità. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e intense e non possono essere affrontate con strumenti emergenziali arrivati all’ultimo momento.

Per la CGIL Forlì Cesena è fondamentale che le misure prevedano la sospensione delle attività nelle fasce orarie più a rischio nei giorni indicati dalle mappe Worklimate, adeguate tutele economiche e contrattuali per i lavoratori coinvolti, una diversa organizzazione degli orari di lavoro e il rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo.

Riteniamo inoltre necessario estendere le tutele a tutte le attività caratterizzate da un’esposizione continuativa al sole e alle alte temperature, indipendentemente dal settore specifico di appartenenza, perché il rischio climatico oggi riguarda una platea sempre più ampia di lavoratrici e lavoratori.

Allo stesso tempo riteniamo necessario che le associazioni di categoria e le imprese aprano rapidamente confronti con le organizzazioni sindacali, gli RLS e gli RLST per definire concretamente modalità organizzative, rimodulazione degli orari, pause, dispositivi di protezione e tutte le misure utili a ridurre i rischi derivanti dall’esposizione al caldo estremo nei luoghi di lavoro.

Il commento di Giorgini e Maltoni

«La salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori devono venire prima di tutto – dichiarano Maria Giorgini, Segretaria Generale CGIL Forlì Cesena, e Andrea Maltoni, Segretario Confederale CGIL Forlì Cesena con delega alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro –. Serve approvare rapidamente la delibera regionale annunciata, garantendo regole chiare, omogenee e immediatamente applicabili in tutti i territori e nei settori più esposti».

«Il cambiamento climatico sta già modificando concretamente le condizioni di lavoro – proseguono Giorgini e Maltoni – e non è più possibile inseguire le emergenze. Servono decisioni rapide e strumenti strutturali per proteggere chi lavora».

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