La cerimonia alle Libere Residenze
A Cesenatico è stata inaugurata una targa in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia. La cerimonia si è svolta domenica scorsa nel giardino delle “Libere Residenze”, gli alloggi ERP realizzati nell’area dell’ex Colonia Prealpi.
Il luogo scelto non è casuale. Le Libere Residenze sorgono infatti su un terreno confiscato alla criminalità organizzata. Un bene sottratto alle mafie che oggi ha assunto una nuova funzione sociale, diventando spazio abitativo e punto di riferimento per la comunità.
Un bene confiscato restituito alla comunità
L’inaugurazione della targa rappresenta un momento simbolico importante. Ricordare le vittime innocenti di mafia in un luogo nato da un bene confiscato significa dare un messaggio chiaro: ciò che era legato alla criminalità può essere trasformato in uno spazio di legalità, memoria e convivenza civile.
Le Libere Residenze erano state inaugurate circa un anno fa. Da allora l’area è diventata non solo un complesso di alloggi popolari, ma anche un esempio concreto di riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Presenti Comune, Libera Cesenatico e Acer
Alla cerimonia era presente l’assessora Emanuela Peduli, insieme ai rappresentanti di Libera Cesenatico e Acer. La loro presenza ha sottolineato il valore istituzionale e civile dell’iniziativa.
La targa installata nel giardino vuole mantenere viva la memoria di chi ha perso la vita per mano delle mafie o perché si è trovato, senza colpa, dentro la loro violenza.
Una serata di comunità con gli inquilini
Dopo l’inaugurazione si è svolto anche un momento conviviale. Gli inquilini degli alloggi hanno organizzato una cena aperta anche al vicinato.
Un gesto semplice, ma molto significativo. La memoria delle vittime innocenti di mafia si è così unita alla vita quotidiana del quartiere, alla relazione tra persone e alla costruzione di una comunità più unita.
Legalità e memoria nel cuore di Cesenatico
L’iniziativa conferma l’importanza di tenere insieme memoria, legalità e partecipazione. La targa alle Libere Residenze non è solo un segno commemorativo, ma anche un invito a non dimenticare.
In un’area un tempo legata alla criminalità organizzata, oggi si afferma un messaggio opposto: quello della presenza dello Stato, della cittadinanza attiva e dell’uso sociale dei beni confiscati.

