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Il 20 giugno sarà assegnato il gran premio della Montagna Marco Pantani

Esiste una strada all’Isola d’Elba che fa tremare le gambe e accelerare il cuore. È un percorso mitico che parte da Marciana Marina, si arrampica tra i tornanti storici di Poggio e continua, implacabile, verso le pendici selvagge del Monte Perone.

Questa stessa strada, nel 1993, ha visto passare un giovane corridore con un fazzoletto giallo sotto il casco e uno sguardo che già prometteva leggenda. Quel ragazzo era Marco Pantani.

Il Pirata all’Isola d’Elba: le prove generali del 1993

Quel giorno, quando il Giro d’Italia attraversò queste curve elbane che profumano di mare e di bosco, Marco Pantani fece le sue prove generali sulla salita per Poggio. Le cronache sportive dell’epoca raccontano di un ragazzo che studiava ogni curva, testava ogni cambio di pendenza e sentiva l’asfalto sotto le ruote come fosse parte di lui.

Non lo sapeva ancora, ma su questi tornanti dell’Elba stava forgiando “Il Pirata”, lo scalatore che di lì a poco avrebbe dominato le vette più alte del Giro d’Italia e del Tour de France.

Da Poggio al Monte Perone: la scalata verso le “Porte dell’Inferno”

Immagina di essere lì, in quel giorno del 1993. Vedi Pantani salire con le gambe leggere come il vento, alzarsi sui pedali a ogni tornante come se la montagna fosse una sfida personale.

Prima la conquista di Poggio, un borgo sospeso tra cielo e mare. Poi, nella memoria ideale degli appassionati di ciclismo elbani, la corsa prosegue verso l’alto, verso quella che i ciclisti locali chiamano senza mezzi termini “le porte dell’Inferno”: la terribile e affascinante salita del Monte Perone.

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Tra ombra e sole, tra rocce di granito e silenzio, sembra ancora di vederlo graffiare l’aria e mordere la montagna. Il cuore batte al ritmo di una leggenda in costruzione, le gomme si arrampicano sull’asfalto come artigli. Dietro di lui, resta solo l’eco di un mito che non smetterà mai di correre.

Tagliagambe 2026: nasce il Gran Premio della Montagna Marco Pantani

Oggi, quella stessa strada dell’Isola d’Elba aspetta i ciclisti moderni. La salita che ha visto nascere il Pirata è pronta a scrivere una nuova pagina di sport locale il 20 giugno. Ogni pedalata su queste rampe è un dialogo con la storia del ciclismo, ogni respiro affannoso è un tributo a chi ha saputo trasformare la fatica in poesia.

Proprio per celebrare questo legame indissolubile tra il campione e il territorio, alla Tagliagambe 2026 nasce ufficialmente il Gran Premio della Montagna Marco Pantani.

Si tratta di un tributo speciale dedicato a chi pedala con cuore, grinta e passione; un riconoscimento per chi sa che una salita non è solo uno sforzo fisico, ma la straordinaria opportunità di toccare il cielo. L’invito per tutti gli atleti è aperto: vivi la tua scalata epica, pedala dove ha pedalato il Pirata e scrivi la tua leggenda sulle strade dell’Elba.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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