La lettera aperta dopo lo striscione esposto nell’ultimo giorno di scuola
Dopo le scritte razziste apparse su un lenzuolo esposto da una finestra del Liceo “Monti” di Cesena, l’assessora alla Scuola e ai Servizi educativi dell’infanzia, Maria Elena Baredi, ha indirizzato una lettera aperta agli studenti.
L’episodio sarebbe avvenuto durante l’ultimo giorno di lezioni. Secondo quanto riportato nella nota del Comune, alcuni studenti avrebbero esposto uno striscione con la scritta “L’Italia agli Italiani”, intonando anche cori inneggianti alla X Mas.
Baredi: “Non una goliardata, ma il pensiero critico sospeso”
Nella lettera l’assessora si dice “profondamente amareggiata” e definisce quelle parole “un’offesa rivolta all’intera città”. Baredi respinge l’idea che il gesto possa essere liquidato come una semplice goliardata per la fine dell’anno scolastico.
“Ciò che è stato davvero sospeso è stato il pensiero critico”, scrive l’assessora, invitando ragazze e ragazzi a non farsi trascinare da slogan e luoghi comuni.
“Parole deplorevoli in una scuola”
Baredi sottolinea come quelle frasi, dette e scritte in una scuola, siano “assolutamente deplorevoli” e in contrasto con il percorso educativo e culturale degli studenti.
Nella sua riflessione richiama Terenzio, Pericle, la biologia, la storia del Novecento e anche il messaggio evangelico, per ricordare il valore della complessità, dell’apertura e del rispetto.
L’appello agli studenti
L’assessora invita gli studenti ad appendere dai balconi delle scuole parole diverse: parole capaci di costruire, aprire al dialogo e al confronto.
“Le parole aride, che non costruiscono, che seminano cattiveria in un mondo già cattivo, lasciatele agli adulti”, scrive Baredi nella conclusione della lettera.
Aggiornamento: interviene anche Fondamenta-Alleanza Verdi e Sinistra
Sulla vicenda dello striscione e dei cori a sfondo razzista al Liceo Monti interviene anche Fondamenta-Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di un episodio da non minimizzare.
“Quei gesti rappresentano un fallimento collettivo”, afferma il gruppo politico, esprimendo vicinanza alla comunità studentesca e in particolare a chi, davanti a quelle parole, può essersi sentito meno accolto nella propria scuola e nella propria città.
Secondo Fondamenta-Avs, la scuola deve restare “uno spazio che appartiene a tutte e tutti”, un luogo di crescita, confronto e costruzione della propria identità. Allo stesso tempo, il gruppo precisa di non voler puntare solo sulla colpevolizzazione dei ragazzi coinvolti, ma di leggere l’accaduto come il segnale di una responsabilità più ampia.
“Serve una risposta politica e collettiva”
Per Fondamenta-Alleanza Verdi e Sinistra, quanto accaduto si inserisce in un clima in cui i linguaggi discriminatori vengono sempre più normalizzati nel dibattito pubblico, sui social e nella politica.
“La risposta non può essere la minimizzazione né la rassegnazione”, sottolinea il gruppo, chiedendo un impegno quotidiano per costruire una scuola e una società più aperte e inclusive.
Fondamenta-Avs richiama infine la necessità di difendere la scuola pubblica come presidio di democrazia, partecipazione e cittadinanza, rendendo concreti i valori della Costituzione: uguaglianza, libertà, solidarietà e antifascismo.

