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Il sondaggio di Bed-and-Breakfast.it: caro-voli, intelligenza artificiale e fuga dall’overtourism cambiano le scelte dei viaggiatori

Quasi sei italiani su dieci trascorreranno la vacanza principale in Italia nell’estate 2026. Il caro-voli pesa sempre di più sulle decisioni, mentre cresce l’attenzione verso mete meno affollate e più vicine. È quanto emerge dal sondaggio “Estate 2026” realizzato da Bed-and-Breakfast.it, che ha raccolto 2.372 risposte da viaggiatori italiani nella prima settimana di giugno.

Secondo l’indagine, il 57% degli intervistati prevede di trascorrere la vacanza principale in Italia. A questi si aggiunge un altro 13% che programma soggiorni sia in Italia che all’estero. Solo l’11,2% indica invece l’estero come destinazione esclusiva.

Il dato conferma un ritorno di attenzione verso il turismo domestico. Oltre quattro italiani su dieci dichiarano infatti di valutare l’Italia con maggiore interesse rispetto agli anni precedenti. Una tendenza che potrebbe premiare anche le destinazioni meno note, lontane dai grandi flussi turistici.

Prezzi degli alloggi e mete affollate pesano sulle scelte

Tra i fattori che influenzano le decisioni di viaggio, il prezzo degli alloggi resta centrale: viene indicato dal 52,6% degli intervistati. Ma cresce anche il peso dell’overtourism. Il 43,8% dichiara di voler evitare mete troppo affollate.

Non si tratta più solo di un tema discusso dagli operatori del settore. Per molti viaggiatori, l’affollamento è già diventato un criterio concreto nella scelta della destinazione.

Il caro-voli spinge verso il turismo di prossimità

Il sondaggio evidenzia anche il forte impatto del costo dei biglietti aerei. Quasi tre italiani su quattro affermano che il caro-voli potrebbe cambiare la scelta della meta o spingerli a rinunciare a una destinazione lontana.

Molto diverso, invece, il peso del caro-benzina. Solo il 13,5% lo indica tra i fattori rilevanti. Un dato che suggerisce una maggiore tenuta del turismo di prossimità, raggiungibile in auto, rispetto alle mete che richiedono il viaggio in aereo.

L’intelligenza artificiale entra nella pianificazione delle vacanze

Per la prima volta il sondaggio ha analizzato anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nella preparazione dei viaggi. L’utilizzo di strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude è già significativo, soprattutto tra gli under 45.

Chi usa l’IA lo fa per costruire itinerari personalizzati, cercare nuove destinazioni, stimare costi e organizzare il budget. L’intelligenza artificiale viene quindi vista sempre di più come un assistente di viaggio, non solo come una curiosità tecnologica.

Prenotazione diretta, il 95,4% la sceglierebbe con le giuste garanzie

Uno dei dati più forti riguarda il rapporto tra viaggiatori, strutture ricettive e grandi piattaforme di prenotazione. Alla domanda se prenoterebbero direttamente con la struttura, risparmiando e con le stesse garanzie offerte dalle OTA, il 95,4% degli intervistati ha risposto sì.

Il segnale è chiaro: la prenotazione diretta interessa molto, ma deve offrire sicurezza nei pagamenti, semplicità nel processo e flessibilità nella cancellazione.

«Questo sondaggio ci restituisce l’immagine di un viaggiatore più maturo, più consapevole e più esigente. Sa che le commissioni delle grandi OTA incidono tra il 20 e il 25% sul prezzo finale, e sarebbe disposto a prenotare direttamente, ma solo se la struttura gli offre la stessa affidabilità. È esattamente la sfida che il nostro settore deve raccogliere», afferma Giambattista Scivoletto, fondatore e CEO di Bed-and-Breakfast.it.

Il metodo del sondaggio

Il sondaggio è stato condotto nella prima settimana di giugno 2026 su 2.372 viaggiatori italiani iscritti alla community di Bed-and-Breakfast.it. Il campione è composto soprattutto da viaggiatori abituali, già orientati verso una prenotazione consapevole.

Per questo i risultati vanno letti come un segnale di tendenza espresso da una fascia informata di viaggiatori, e non come un’indagine demoscopica certificata sull’intera domanda turistica nazionale.

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