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Live a Cesenatico

Suoneranno live giovedì 18 giugno alle 20 in Piazza delle Conserve: loro sono Camilla Ardenzi e Giozzu.

“Ci siamo conosciuti 5 anni fa e c’è sempre stato un interesse a condividere la musica. Abbiamo lavorato ad un EP, frutto di canzoni che hanno avuto un  processo creativo diverso, e il nostro percorso continua…Alcune sono partite da un testo, altre da una poesia messa in musica, altri ancora da jam, brani di Giozzu che ho interpretato. Un flusso creativo molto vario e unico” – esordisce così Camilla.

“Succede che ho in mano uno strumento, chitarra o piano, e Camilla prova a fare delle melodie. In generale, quello che scriviamo arriva da situazioni reali che viviamo e vediamo, che implicano la nostra vita…idee artistiche ed estetiche.  Diciamo, poi, che entrambi siamo piuttosto capaci di improvvisare, lasciando andare l’ istinto. Tra le influenze musicali ci sono anche gli anni ’70, Gino Paoli ed Ornella Vanoni (Camilla è nipote di Ornella, n.d.r.). C’ è quindi una rivalutazione anche del tempo che viviamo.” – prosegue Giozzu.

Emerge chiaro sin dall’inizio della chiacchierata come il duo creda, viva, e faccia musica, predisponendosi alla continua ricerca. Il live è il momento nel quale la voce deve trasmettere emozione e la cifra stilistica non preconfezionata, ma continuamente integrata di culture, generi, contaminazioni. E’ l ‘insieme a costruire l’identità.

Piazza delle conserve sera

Formazione, tra studio e continua ricerca

Arrivano da storie e formazione diverse, ma la musica ha sempre fatto parte delle loro vite e progetti.

“Ho studiato violino, frequentato la scuola a indirizzo musicale “Vivaio” a Milano dove tra le altre cose ho imparato solfeggio, studiato canto e poi l’esperienza sul campo. Anche a casa mi hanno riconosciuta sempre una dote vocale, mia nonna compresa, che sin da piccola mi ha portata sul palco con lei oltre ad una piccola incisione in suo pezzo, quando ero piccola.  Negli anni,  poi, parlavamo spesso di musica e le avevo condiviso che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa insieme. Pensavo non le interessasse e invece ho scoperto, dopo la sua scomparsa, e parlando con altre persone che le erano vicine, che era una cosa che avrebbe voluto portare avanti anche lei…” – racconta Camilla.

“Ho suonato sempre tanto in strada, è alla base della mia vita. Da bambino suonavo batteria, poi da autodidatta ho imparato chitarra, piano, tromba, oltre a produrre in autonomia. Le nozioni di base servono e ci sono, ma non c’è rigidità o impostazione. Mi piace la cultura, diffonderla, la musica, contrariamente alla società nella quale viviamo, non è roba da individualisti. C’è una dose di divertimento, per me fondamentale, e questo lavoro mi piace quando si aggiunge, si condivide” – prosegue Giozzu.

Tra passato presente e futuro 

Un incontro voluto (e fortunato), quello dei due artisti, che scelgono la musica mossi dall’esigenza di farsi sentire e dove l’esporsi è un compromesso del mestiere. Strumenti non contemporanei per la loro generazione come la tromba, sono presenti nei loro brani, con una durata anche di sei minuti…chiari esempi di come il loro prodotto sua fuori dalle logiche di TikTok, vivendo il presente con uno sguardo al passato e alla continua voglia di sperimentare il futuro…

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