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L’assemblea del personale scolastico della provincia di Forlì-Cesena, convocata dalla FLC CGIL Forlì-Cesena, ha espresso piena solidarietà alle docenti e ai docenti del liceo “Vincenzo Monti” di Cesena, finiti al centro, nelle ultime settimane, di polemiche e contestazioni da parte di esponenti politici, del Ministero dell’Istruzione e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

“La libertà di insegnamento è garantita dalla Costituzione”

Nel documento approvato dall’assemblea, il sindacato richiama l’articolo 33 della Costituzione e il DPR 275 del 1999 sull’autonomia scolastica, sottolineando come “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” e ricordando che l’autonomia delle istituzioni scolastiche rappresenta una “garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale”.

Per la FLC CGIL, “su questi due pilastri — libertà di insegnamento e autonomia scolastica — si regge la scuola pubblica democratica” e l’assemblea ribadisce di schierarsi “senza ambiguità” a loro difesa.

“Le decisioni didattiche non possono essere condizionate dalla politica”

Secondo il sindacato, i docenti del liceo Monti hanno operato nell’ambito delle prerogative riconosciute ai Consigli di Classe. Per questo motivo la FLC CGIL precisa di non entrare nel merito delle valutazioni adottate, sostenendo che “le scelte collegiali di un corpo docente appartengono alla sfera dell’autonomia professionale e non possono essere messe sotto processo da nessun ministro, da nessun ufficio burocratico, da nessuna campagna mediatica orchestrata dall’alto”.

“Un attacco alla scuola pubblica”

Nel documento, la vicenda del liceo cesenate viene inserita in un quadro più ampio. Secondo la FLC CGIL, “ciò che è accaduto alle docenti del liceo Monti non è un episodio isolato”, ma rappresenta “la manifestazione più visibile di un attacco sistematico alla scuola pubblica italiana”, che si tradurrebbe nella riduzione delle risorse, nel mancato riconoscimento economico e professionale del personale e nel tentativo di limitare l’autonomia della scuola.

L’appello al Ministero e il sostegno ai lavoratori

L’assemblea chiede quindi al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio Scolastico Regionale “di cessare ogni forma di pressione nei confronti di queste lavoratrici e di rispettare i principi costituzionali e ordinamentali che regolano il funzionamento della scuola pubblica”.

Il documento si conclude con un messaggio rivolto direttamente al personale del liceo Monti: “Non siete soli. Eravate nel giusto nell’esercitare la vostra libertà professionale e noi saremo al vostro fianco ogni volta che quella libertà verrà messa in discussione”.

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