La panchina di Ponente e il gatto che si lasciava accarezzare da tutti
Passa quasi inosservata, se non ci si siede. È una panchina come tante, legno grigio dal sale e dal vento, incastonata fra le passerelle del lungomare di Ponente. Ma sullo schienale qualcuno ha avvitato una piccola targa lucida, di quelle che si trovano nei parchi cittadini a ricordare i benefattori. Sopra, in corsivo, una frase che fa sorridere:
“In ricordo di tutte le vittime di grattini e coccole, Cesenatico, 2025”.
Un monumento in miniatura al gatto di quartiere
Chi ha posato la targa ha scelto la via dell’ironia affettuosa, che a Cesenatico è quasi una lingua ufficiale. Il destinatario, però, lo conoscevano in tanti: il gatto che stazionava da quelle parti e che non si sottraeva mai a una benevola mano tesa. Bagnini, residenti, turisti di ritorno ogni estate: tutti, prima o poi, si erano fermati a grattargli la testa. Da qui la trovata di quel plurale — “tutte le vittime” — che ribalta i ruoli e trasforma le carezze in un dolce reato collettivo.

