Maltempo. Il presidente de Pascale firma lo stato di crisi regionale dopo le due ondate di forte maltempo che hanno colpito l’Emilia-Romagna a metà luglio: coinvolti 117 Comuni in sette province da Parma alla Romagna

Il provvedimento consente alla Regione di attivare le procedure previste dalla normativa regionale per affrontare le situazioni di emergenza. Gli eventi hanno causato la caduta di numerosi alberi, lo scoperchiamento di tetti e coperture e danni al patrimonio edilizio pubblico e privato

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha firmato il decreto con cui viene dichiarato lo stato di crisi regionale per i gravi fenomeni di maltempo che il 15 e tra il 18 e il 21 luglio scorsi hanno interessato sette province dell’Emilia-Romagna, provocando diffuse criticità alla viabilità e ai servizi, danni a infrastrutture, edifici, attività produttive e agricole.

Il provvedimento ha validità di 180 giorni e consente alla Regione di attivare gli interventi necessari al superamento della situazione di crisi, assumendone il coordinamento istituzionale, come previsto dalla legge regionale n. 1 del 2005. Permette inoltre di attivare le risorse necessarie e gli strumenti operativi per gli interventi urgenti di messa in sicurezza e ripristino dei territori colpiti. Per l’intensità, l’estensione e l’impatto sulle aree colpite sono pervenute dagli enti locali ricognizioni speditive delle criticità e dei danni, sia in corso di evento al Centro operativo regionale, sia nei giorni successivi agli eventi agli Uffici territoriali dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

Lo stato di crisi riguarda in particolare 117 comuni

– In provincia di Parma: Busseto, Colorno, Felino, Langhirano, Montechiarugolo, Parma, Sala Baganza, Soragna, Sorbolo-Mezzani e Torrile;

in provincia di Reggio Emilia; Albinea, Bagnolo in Piano, Bibbiano, Boretto, Brescello, Cadelbosco di Sopra, Campagnola Emilia, Campegine, Casalgrande, Castelnovo Sotto, Cavriago, Correggio, Fabbrico, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Montecchio Emilia, Novellara, Poviglio, Reggio Emilia, Reggiolo, Rio Saliceto, Rolo, Rubiera, San Martino in Rio, Sant’Ilario d’Enza e Scandiano;

– in provincia di Modena: Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Fiorano, Formigine, Medolla, Mirandola, Modena, Nonantola, Novi di Modena, Ravarino, San Cesario sul Panaro, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero, Savignano sul Panaro, Soliera, Spilamberto, Vignola;

– in provincia di Bologna: Anzola dell’Emilia, Baricella, Bologna, Budrio, Casalecchio di Reno, Castel Guelfo, Castel Maggiore, Castello d’Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Imola, Malalbergo, Medicina, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Valsamoggia, Zola Predosa;

– in provincia di Ferrara: Argenta, Bondeno, Cento, Codigoro, Comacchio, Copparo, Ferrara, Fiscaglia, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Masi Torello, Mesola, Ostellato, Poggio Renatico, Portomaggiore, Riva del Po, Terre del Reno, Tresignana, Vigarano Mainarda, Voghiera;

– in provincia di Ravenna Bagnacavallo, Castel Bolognese, Cervia, Cotignola, Faenza, Lugo, Ravenna, Riolo Terme, Russi, Solarolo;

– in provincia di Forlì-Cesena Cesenatico.

L’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile ha assicurato il proprio intervento operativo raccordandosi con sindache, sindaci e Centri operativi comunali, Prefetture – Uffici territoriali del Governo, Corpo dei Vigili del fuoco per gli interventi di soccorso tecnico urgente – anche mediante l’attivazione delle strutture operative – e volontariato di Protezione civile, per la gestione delle criticità e il supporto necessario al più rapido rientro nelle condizioni di normalità.

Il maltempo

La prima ondata di maltempo, il 15 luglio, è stata caratterizzata da precipitazioni intense su ampi settori dell’Emilia-Romagna, con accumuli molto elevati concentrati nell’arco di circa un’ora, grandinate localizzate, intensa attività elettrica e raffiche di vento superiori ai 75 chilometri orari, con punte oltre i 119 e, in alcune aree, fenomeni di downburst.

La seconda ondata, tra il 18 e il 21 luglio, ha portato temporali altrettanto intensi, accompagnati da grandinate di media e grande dimensione, frequenti fulmini e forti raffiche di vento che hanno interessato ampie aree del ferrarese e del ravennate, oltre a tratti della costa tra Cervia e Cesenatico, con velocità superiori agli 80 chilometri orari. L’intensità dei fenomeni è confermata anche dagli elevati quantitativi di pioggia caduti in appena 15 minuti, registrati in particolare nelle province di Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna.

Entrambe le ondate hanno provocato scoperchiamenti di tetti e la caduta di numerosi alberi, con danni al patrimonio edilizio pubblico e privato, interruzione della viabilità stradale, sia principale, sia secondaria, e delle linee ferroviarie, problemi alle reti dei servizi pubblici essenziali, e l’evacuazione di alcuni nuclei familiari.