Avvistate le cubomeduse, ma sono minuscole
Sono stati avvistati diversi esemplari di cubomeduse nel mare di Cesenatico. Soprattutto nelle zone in prossimità degli scogli di Ponente. Questa specie è particolarmente urticante ed è chiamata in gergo anche “vespa di mare”. È il tipo di medusa più noto perché più temuto, a differenza della colorata e innocua Cassiopea, le cubomeduse hanno quattro tentacoli che, se toccati provocano una forte e dolorosa irritazione istantanea. Probabilmente sono attratte anche dalla temperatura più calda delle acque e, di sera sono attirate dalle luci della città, per questo è meglio non fare il bagno di notte. Ad ogni modo al momento e fortunatamente sono in calo rispetto gli anni scorsi e sono di dimensioni minuscole quindi meno urticanti.
Le dimensioni
Questa specie è presente in Adriatico dal 1989. La cubomedusa presente in Adriatico, la Carybdea marsupialis, ha un ombrello di soli 3–5 cm e tentacoli che arrivano a circa 30 cm. Quelle avvistate sono minuscole, come già scritto e quindi meno urticanti. Non c’è motivo di allarmarsi.
Cosa fare se si viene a contatto
Se si viene a contatto con i tentacoli della cubomedusa bisogna accertarsi che sulla propria cute non siano presenti i tentacoli. In quel caso vanno delicatamente rimossi utilizzando, ad esempio, una tessera di plastica. Inoltre la parte colpita va tenuta in acqua salata. Ciò permette di lenire il dolore. Per evitare spiacevoli inconvenienti si raccomanda di prestare attenzione.
Questa specie lascia il segno come un baccello sulla pelle del malcapitato, sebbene il più delle volte di breve durata. Si tratta di una specie cosiddetta aliena, divenuta comune nella fascia costiera dell’Emilia Romagna a fine anni Ottanta e che tende a rarefarsi solo quando gli inverni sono freddi. Tanto più gradita è invece la Cotylorhiza tuberculata o più semplicemente Cassiopea, che non ha alcun potere urticante. Dalla colorazione bruno giallognola che possiede corti tentacoli a grappoli, il cui diametro dell’ombrella può arrivare a misurare fine a 35 centimetri. Vista dall’altro ricorda un uovo cotto al tegamino. Sempre lungo le nostre coste, però maggio e giugno fa la sua comparsa l’ altrettanto innocua ma tanto più comune “medusa quadrifoglio”. L’Aurelia aurita, per la presenza sul dorso in trasparenza, di quattro evidenti gonadi a forma di anello, tanto da rassomigliare a un quadrifoglio e che di frequento si vedono spiaggiate.

