Il mare di Cesenatico sta cambiando: i 31 gradi misurati dalla boa Nausicaa 2 non sono un’anomalia di ferragosto
I trentuno gradi registrati nei giorni scorsi dalla boa Nausicaa 2 di Arpae al largo di Cesenatico, e ripresi da Living Cesenatico, non sono un semplice picco di ferragosto. Lo sottolinea Alleanza Verdi e Sinistra Cesenatico, che in una nota parla di un’estate in cui l’Adriatico non è mai riuscito a raffreddarsi davvero: già a fine giugno la stessa boa aveva segnato 30,5 gradi, e nelle settimane successive la temperatura si è mantenuta stabilmente intorno ai quattro gradi sopra la media stagionale.
Da anomalia a condizione permanente
Secondo quanto riportato da Arpae e ripreso da AVS, temperature così elevate si erano già registrate in passato, ma restavano circoscritte a episodi di pochi giorni. Oggi, invece, si tratterebbe di una condizione stabile, legata a un’accelerazione degli effetti del cambiamento climatico. L’Alto Adriatico, per la sua scarsa profondità, accumula calore rapidamente, e il caldo prolungato non gli lascia il tempo di raffreddarsi.
Gli effetti su fauna, pesca e molluschicoltura
Le conseguenze, sostiene AVS, sono già visibili lungo la costa. Sul litorale ravennate si è registrato circa il 20% in più di tartarughe spiaggiate rispetto allo scorso anno, mentre nelle acque locali comparirebbero specie ittiche un tempo tipiche di mari più caldi. Il calo dell’ossigeno disciolto, legato alle alte temperature, avrebbe inoltre causato perdite negli allevamenti di vongole e cozze e difficoltà per organismi del fondale come stelle marine, spugne, cannolicchi e sogliole.
Mareggiate più frequenti e Porte Vinciane sotto pressione
Un mare più caldo, spiega la nota, significa anche più energia per gli eventi meteorologici estremi e una costa più esposta alle mareggiate. Legambiente colloca Cesenatico al primo posto tra i comuni costieri dell’Emilia-Romagna per eventi meteo estremi dal 2010 (undici episodi, quattordicesima posizione in Italia).
AVS ricorda inoltre che:
- la spiaggia si mantiene solo grazie ai ripascimenti annuali, il cui effetto i geologi definiscono sempre più effimero;
- lo scorso febbraio le Porte Vinciane sono state azionate dodici volte in tredici giorni, un ritmo mai registrato prima.
La proposta: soluzioni basate sulla natura
Per il gruppo politico, alle grandi opere andrebbe affiancata la valorizzazione della capacità del territorio di proteggersi autonomamente, ad esempio attraverso la conservazione del cordone dunoso e la tutela dei lembi di duna ancora presenti tra gli stabilimenti balneari. Questi ambienti, pur frammentati, contribuirebbero alla protezione dall’erosione, alla ricarica delle falde e al contrasto dell’ingressione del cuneo salino, oltre a rappresentare presidi di biodiversità.
AVS Cesenatico conclude sostenendo che la prima forma di rispetto verso la comunità, la marineria e chi vive il territorio tutto l’anno sia riconoscere apertamente il cambiamento in corso, coinvolgendo chi vive e lavora sulla costa nella costruzione di scelte di lungo periodo.

