Maculopatia solare: cosa succede agli occhi a fissare il sole, lo spiega il dott. Ziosi del Bufalini

Guardare il sole, anche per pochi istanti e senza un’adeguata protezione, può lasciare un segno permanente sulla vista. A spiegarlo è il dottor Michele Ziosi, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’ospedale Bufalini di Cesena, che interviene sul tema della maculopatia attinica, il danno retinico che può derivare dall’esposizione prolungata a una luce troppo intensa.

Ziosi direttore unità operativa oculistica

Il dottor Michele Ziosi

Cos’è la maculopatia attinica

Il dottor Ziosi chiarisce che l’osservazione prolungata di una forte luce ultravioletta o di una radiazione luminosa intensa, categoria in cui rientra a pieno titolo la luce solare, può produrre un danno permanente alla retina. Il bersaglio è la macula, la porzione centrale della retina responsabile della visione più fine: quella che permette di leggere, riconoscere i volti e distinguere i colori.

Quando la macula viene danneggiata, il risultato è uno scotoma, cioè una macchia nera fissa al centro del campo visivo.

Il confine tra un fastidio passeggero e un danno permanente

Un’esperienza comune a molti aiuta a capire il meccanismo: chi fissa per un attimo una fonte di luce intensa si ritrova con una macchia nera che però, con il tempo, scompare. Il problema nasce quando l’esposizione si prolunga, ad esempio fissando a lungo il sole senza protezione adeguata. In questi casi, avverte Ziosi, i normali occhiali da sole non sono sufficienti, e la macchia nera può persistere molto più a lungo, in alcuni casi in modo permanente.

I sintomi: nessun dolore, ma la vista cala

Uno degli aspetti più insidiosi della maculopatia attinica è l’assenza di segnali d’allarme immediati. Non c’è dolore né sensazione di secchezza oculare: l’unico sintomo è lo scotoma centrale, solitamente accompagnato da un calo della vista. Proprio per questo il danno può passare inosservato nel momento in cui si verifica.

La terapia e i suoi limiti

Il trattamento previsto si basa su farmaci antinfiammatori e integratori specifici. Il dottor Ziosi sottolinea però che la terapia può risultare inefficace quando l’esposizione al sole è stata prolungata, un elemento che rende la prevenzione la vera arma a disposizione.

Il consiglio del medico: mai fissare un’eclissi senza protezione

Il riferimento più diretto riguarda un’occasione ricorrente di rischio: le eclissi solari. Il direttore dell’Oculistica del Bufalini è netto su questo punto, raccomandando di evitare sempre di guardare direttamente un’eclissi di sole, proprio per il pericolo di danni retinici che, come spiegato, possono rivelarsi permanenti.

Unisciti al nostro canale Whatsapp