Sauro Pari della Fondazione Cetacea: “In Veneto e Friuli l’incremento delle morti è stato più consistente”

Un leggero aumento delle tartarughe marine morte rinvenute sulle spiagge è stato registrato nel mese di luglio lungo la costa romagnola. Un dato che, pur non assumendo al momento dimensioni particolarmente significative, presenta un elemento insolito: gli esemplari recuperati sono risultati di grandi dimensioni e quindi adulti.

A fare il punto è Sauro Pari, presidente della Fondazione Cetacea di Riccione, che sottolinea come la situazione venga costantemente monitorata.

Un fenomeno più evidente nel Nord Adriatico

Nel mese di luglio abbiamo riscontrato un aumento non significativo di tartarughe morte spiaggiate che, a differenza del solito, sono molto grosse e quindi adulte”, spiega Pari.

L’attenzione degli esperti è stata richiamata anche da quanto osservato più a nord, lungo le coste del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, dove l’incremento delle tartarughe morte ritrovate sulla spiaggia sarebbe stato decisamente più consistente rispetto alla Romagna.

La cosa che ci dava da pensare è che ci sono arrivate notizie dal Veneto e dal Friuli dove c’è stato un aumento consistente di queste morti, mentre da noi rimane più o meno nella norma, anche se un po’ superiore”, aggiunge il presidente della Fondazione Cetacea.

La profondità del mare può fare la differenza?

Tra gli elementi che vengono tenuti in considerazione c’è anche la conformazione dei fondali dell’Adriatico.

Un altro aspetto da considerare è la profondità del mare: da noi è più profondo rispetto al Veneto e al Friuli, dove invece la profondità è inferiore”, osserva Pari. Una differenza che potrebbe avere un ruolo nel fenomeno, anche se al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire un collegamento diretto.

L’ipotesi del caldo

Tra le possibilità prese in esame c’è anche quella legata alle temperature particolarmente elevate dell’acqua registrate durante questa estate.

Se la causa fosse da imputare al caldo, in quelle zone l’acqua è più calda perchè meno profonda, ma si tratta di un’ipotesi non ancora accertata”, precisa Pari.

Per ora, quindi, non è possibile stabilire una relazione certa tra il caldo e l’aumento dei ritrovamenti.

Monitoriamo la situazione”, conclude Pari, evidenziando la necessità di osservare l’andamento dei prossimi mesi prima di trarre conclusioni.

Unisciti al nostro canale Whatsapp
Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.