Balneari, Fusignani (PRI): «Il Governo tuteli gli indennizzi e il valore delle imprese romagnole»
La sentenza del Consiglio di Stato sul caso Zoagli riaccende il dibattito sulle concessioni balneari in Emilia-Romagna, con il PRI che chiede al Governo di concentrarsi sulla tutela degli indennizzi per i concessionari uscenti.
La sentenza sul caso Zoagli
Il Consiglio di Stato, con la pronuncia n. 6539 del 2026 relativa al Comune di Zoagli, ha confermato che le concessioni balneari oggetto di plurime proroghe devono considerarsi cessate al 31 dicembre 2023. I giudici amministrativi hanno inoltre chiarito che il termine del 30 settembre 2027 rappresenta soltanto il limite massimo entro cui completare il passaggio al sistema concorrenziale, e non un obbligo di attesa per i Comuni che abbiano già svolto le gare. Secondo Eugenio Fusignani, segretario regionale del PRI Emilia-Romagna, questa decisione non fa che confermare quanto il partito sostiene da tempo: rincorrere l’illusione di ulteriori proroghe legislative è stata «un’inutile perdita di tempo».
Le critiche del PRI al Governo
Per Fusignani, l’esecutivo avrebbe dovuto predisporre per tempo gli atti quadro nazionali necessari a garantire regole chiare e omogenee agli enti locali, invece di disperdere energie su richieste di rinvio al 2029 destinate al rigetto. Il vero nodo, secondo il segretario PRI, riguarda la definizione e la tutela degli indennizzi in sede europea, questione che resta irrisolta nonostante l’assenza dei decreti ministeriali sui ristori non blocchi comunque l’avvio delle gare. Fusignani sottolinea che l’adeguamento ai principi europei della concorrenza non deve trasformarsi nella cancellazione di un patrimonio imprenditoriale unico.
Il valore del comparto balneare romagnolo
L’Emilia-Romagna conta quasi 140 km di costa tra la foce del Po di Goro e Cattolica, di cui oltre 100 km dedicati alla balneazione con più di 1000 stabilimenti, spesso a conduzione familiare. Fusignani evidenzia come queste imprese abbiano investito nel tempo nel miglioramento delle strutture, creando un modello che attrae milioni di visitatori e incide sul PIL nazionale.
Le proposte del PRI per una transizione equa
Il PRI individua due elementi chiave per garantire una transizione equa e sostenibile nel settore balneare.
• Indennizzi giusti ed effettivi per i concessionari uscenti, che tengano conto degli investimenti non ancora ammortizzati
• Bandi di gara comunali che non si riducano a un’asta al maggior rialzo sul canone, ma premino esperienza, professionalità, sostenibilità ambientale e accessibilità
Fusignani conclude ribadendo che «la certezza del diritto e le norme europee non si subiscono passivamente né si combattono con i rinvii: si governano con la buona politica», annunciando l’impegno del PRI ad affiancare gli enti locali verso bandi trasparenti ed equi.

