Moria di mitili in Emilia-Romagna, Mammi: “Ricognizione avviata per quantificare i danni”

Le associazioni della cooperazione lanciano l’allarme

Una diffusa moria di mitili sta colpendo gli allevamenti dell’Emilia-Romagna. La causa va ricercata nelle elevate temperature registrate nelle ultime settimane, che hanno determinato condizioni particolarmente critiche negli habitat marini della costa regionale.

A segnalare il fenomeno sono state le associazioni della cooperazione Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, che hanno raccolto le prime evidenze direttamente dalle imprese del comparto mitilicolo.

La Regione avvia la ricognizione dei danni

Di fronte alla segnalazione, la Regione si è mossa rapidamente. Gli uffici hanno avviato un lavoro di ricognizione per stabilire l’entità dei danni e delle perdite di produzione, coinvolgendo anche l’azienda sanitaria territorialmente competente per accertare le cause del fenomeno.

“Abbiamo ricevuto la segnalazione delle associazioni e ci siamo immediatamente attivati con i servizi territoriali per avere un quadro il più possibile preciso dell’entità del fenomeno e delle sue conseguenze sulle produzioni”

Spiega l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi. Gli uffici, aggiunge, hanno già fornito alle imprese richiedenti tutte le indicazioni necessarie per quantificare i danni, in modo da poter valutare in un secondo momento l’attivazione di eventuali misure straordinarie.

Un settore già provato da anni di emergenze

La moria di questi giorni si inserisce in un contesto già difficile per la mitilicoltura regionale. Negli ultimi tre anni il comparto ha dovuto fronteggiare una serie di eventi eccezionali che ne hanno messo a dura prova la tenuta produttiva ed economica.

“Parliamo di imprese che negli ultimi anni hanno già dovuto affrontare una successione di emergenze e criticità ambientali, dalla proliferazione del granchio blu, che ha colpito duramente la molluschicoltura regionale, fino ai fenomeni di mucillagine e anossia che hanno interessato il nostro mare”

Prosegue Mammi. “A queste difficoltà si aggiungono oggi gli effetti delle temperature eccezionalmente elevate, che stanno mettendo nuovamente a rischio la produzione, la redditività delle imprese e la loro capacità di programmare gli investimenti e garantire continuità occupazionale.”

I prossimi passi

L’assessore ha assicurato che, una volta completata la ricognizione, la Regione valuterà tutti gli strumenti di intervento disponibili, mantenendo un confronto diretto con associazioni e imprese del settore, “come abbiamo sempre fatto di fronte alle emergenze che hanno colpito il settore”.

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