Un comico romagnolo per raccontare il bus in modo diverso
Start Romagna ha scelto Paolo Cevoli per la sua nuova campagna social, un racconto ironico che prova a ribaltare gli stereotipi legati al trasporto pubblico. Il claim che accompagna l’iniziativa gioca sul paradosso: essere trasportati, alla fine, è una forma di comfort quotidiano, quasi un piccolo lusso alla portata di tutti.
L’idea alla base della campagna è semplice: chi sale sul bus può leggere, lavorare, ascoltare musica o semplicemente guardare fuori dal finestrino, riappropriandosi di un tempo che altrimenti passerebbe alla guida. È proprio questo il valore che l’azienda vuole mettere al centro della propria comunicazione.
Le parole del presidente Corsini
Il presidente di Start Romagna, Andrea Corsini, spiega che l’azienda ha avviato da circa un anno un lavoro sull’identità del proprio brand, con l’obiettivo di parlare sia a chi già utilizza i servizi sia a nuovi potenziali utenti. Cevoli, con la sua ironia riconoscibile e la sua romagnolità, è stato individuato come la voce più adatta per raccontare i vantaggi della mobilità pubblica con un linguaggio capace di avvicinare le persone.
Si parte dal Metromare tra Rimini e Riccione
Il primo episodio della campagna è girato a bordo del Metromare, il sistema di trasporto rapido 100% elettrico che collega le stazioni ferroviarie di Rimini e Riccione su un tracciato dedicato e separato dal traffico ordinario. Il collegamento copre le due tratte in circa 23 minuti, con 15 fermate intermedie lungo il percorso.
Non è un caso che la campagna parta proprio da qui: tra Rimini e Riccione Cevoli gioca in casa, e il Metromare rappresenta in modo concreto i valori che l’azienda vuole comunicare, tra comodità, puntualità e sostenibilità.
Le prossime tappe in Romagna
Il progetto proseguirà nei prossimi mesi toccando via via gli altri bacini in cui opera Start Romagna, che nel periodo di massima programmazione garantisce oltre 5.000 corse al giorno tra costa ed entroterra. Cambieranno i contesti e i protagonisti dei video, ma resterà fisso lo sguardo ironico di Cevoli sul racconto della mobilità pubblica romagnola.


