Mare Monstrum 2026, l’Emilia Romagna è la seconda regione italiana per reati sulla costa
Nel 2025 sono stati accertati in Italia 20.490 reati contro il mare e le coste, il 20,4% in meno rispetto al 2024, a cui si aggiungono 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%). Un totale di 56.812 violazioni: circa 156 al giorno, oltre sei ogni ora. È la fotografia scattata dalla ventottesima edizione di Mare Monstrum, il report che Legambiente ha presentato oggi a Bologna, e che riserva un dato scomodo per la nostra regione: se le organizzazioni criminali restano radicate soprattutto in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia — dove si concentra il 53,6% dell’illegalità nazionale — è l’Emilia Romagna a piazzarsi seconda in Italia per reati e illeciti in rapporto ai chilometri di costa, superata solo dalla Basilicata.
Un calo di numeri che non significa meno pressione
Il calo dei reati registrato a livello nazionale, spiega Legambiente, non è una buona notizia in sé: è legato soprattutto alla flessione dei controlli sul territorio, scesi del 19,8% rispetto al 2024 (750.828 in totale), e all’effetto deterrente delle pene più severe introdotte per i reati ambientali. A guidare la classifica nazionale dell’illegalità è ora l’inquinamento, legato alla gestione illecita dei rifiuti e alla mala depurazione, con 7.317 reati (35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento (6.189 reati, 30,2%). Seguono la pesca illegale, 4.338 reati con un aumento del 52,7% degli attrezzi e delle reti sequestrate, e le violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto, 2.646 reati, in crescita del 17,4% sul 2024.
Emilia Romagna, 19,9 reati ogni chilometro di costa
Sul fronte regionale il report conta 2.605 reati e illeciti complessivi, pari a 19,9 ogni chilometro di litorale. Di questi, 484 riguardano l’inquinamento da mala gestione dei rifiuti e mala depurazione, 980 il ciclo illegale del cemento e 739 la pesca illegale; altri 402 sono violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto. Le Capitanerie di Porto hanno inoltre sequestrato lungo le nostre coste 33 tonnellate di prodotti ittici nel 2025, 254 chili per ogni chilometro di costa.
Pesca e mitilicoltura, il nodo più critico
È proprio sul fronte della pesca che la regione mostra le maggiori criticità, secondo Legambiente. “Nella nostra regione si contano ancora troppi illeciti nel ciclo del cemento, e soprattutto ancora troppi reati e illeciti nell’ambito della pesca e della mitilicoltura, con quasi 28 tonnellate di prodotti ittici, 2 tonnellate di molluschi e mitili e più di 3 di novellame sequestrati nel 2025”, dichiara Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia Romagna. “Queste azioni non solo danneggiano gli ecosistemi marini, ma falsano il mercato a danno degli operatori onesti che in questi anni, anche a causa dei cambiamenti climatici, sono sempre più in difficoltà.”
Un giudizio più positivo arriva invece sul fronte della depurazione: “Se possiamo dirci soddisfatti del lavoro fatto dalle amministrazioni per quanto riguarda gli scarichi fognari — Goletta Verde e le analisi ARPAE ci restituiscono la fotografia di un mare sempre più pulito da 10 anni a questa parte — molto ancora resta da fare sugli altri fronti e dobbiamo intensificare controlli e prevenzione a tutti i livelli”, aggiunge Ferraresi.
Il report, elaborato sui dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, è stato pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, in provincia di Salerno.
Le dieci proposte di Legambiente al Governo
Di fronte a questo quadro, Legambiente chiede un impegno corale di Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, e indica dieci priorità:
- ripristinare l’efficacia dell’art. 10-bis della legge 120/2020, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni;
- finanziare con 100 milioni di euro l’anno il Fondo di rotazione della Cassa depositi e prestiti per i Comuni che demoliscono abusi edilizi, e destinare 50 milioni l’anno a Procure Generali e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze;
- rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo;
- introdurre sanzioni penali per i dirigenti comunali che non applicano le norme contro l’abusivismo edilizio e per i funzionari che stipulano contratti illegittimi con proprietari di immobili abusivi;
- rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione;
- aumentare la circolarità delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, con regole chiare di “end of waste”;
- dare piena attuazione alla Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi;
- promuovere politiche di prevenzione contro l’abbandono e la dispersione dei rifiuti;
- potenziare i controlli delle agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale attraverso il Sistema Nazionale SNPA;
- adottare interventi normativi con sanzioni efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.

