Il caldo record del mare e le mucillagini mettono in difficoltà gli allevamenti di mitili al largo di Cesenatico. Negli impianti si registrano diffuse morie e, in attesa di un abbassamento delle temperature, la lavorazione è stata temporaneamente sospesa.

Acqua oltre i 31 gradi e mucillagini

Il problema riguarda gli allevamenti di cozze dell’alto e medio Adriatico, dove la temperatura dell’acqua ha raggiunto e in alcuni casi superato i 31,5 gradi. Una condizione particolarmente critica per i mitili, aggravata dalla presenza delle mucillagini, che si depositano sulle calze utilizzate negli impianti e rendono ancora più difficile la sopravvivenza delle cozze.

A Cesenatico sono tre gli impianti di mitilicoltura presenti al largo. Anche qui gli effetti del caldo eccezionale si stanno facendo sentire, con una situazione che preoccupa gli operatori del settore.

Il bilancio delle ultime settimane è pesante: durante i controlli delle calze vengono trovati numerosi gusci vuoti, mentre gli esemplari rimasti possono apparire deboli e facilmente sfaldabili. Le temperature elevate, unite alla presenza della mucillagine, stanno dunque creando condizioni particolarmente sfavorevoli per gli allevamenti.

Il nodo è il novellame

La fase più delicata riguarda però soprattutto le cozze giovani, il cosiddetto novellame. La raccolta del prodotto destinato alla vendita si concentra generalmente tra marzo e la fine di agosto, mentre durante l’estate viene effettuata la nuova semina delle piccole cozze, che vengono inserite nelle calze e lasciate crescere in vista della stagione successiva.

Ed è proprio questa produzione futura a destare le maggiori preoccupazioni. Se una parte consistente della raccolta dell’annata si era già conclusa, il caldo delle ultime settimane rischia infatti di compromettere il lavoro fatto sui nuovi impianti.

Per questo gli acquacoltori hanno scelto di fermare temporaneamente le attività nei vivai, aspettando che le condizioni del mare migliorino. L’obiettivo è che la temperatura dell’acqua torni almeno nell’ordine dei 26-27 gradi, una soglia considerata più favorevole alla sopravvivenza dei mitili.

Un settore importante per l’Adriatico

La situazione di Cesenatico si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge la molluschicoltura dell’Emilia-Romagna. Lungo la costa regionale sono attivi oltre trenta impianti in mare, con una produzione complessiva che si aggira intorno alle 20mila tonnellate di cozze all’anno.

Una parte molto consistente del prodotto, circa il 95%, viene destinata ai mercati fuori regione e all’estero.

Gli operatori guardano quindi con attenzione all’evoluzione delle condizioni marine. Dopo un’estate caratterizzata da temperature particolarmente elevate, la speranza è che un raffreddamento dell’acqua e la progressiva scomparsa delle mucillagini possano consentire la ripresa delle attività e soprattutto salvaguardare il novellame destinato alla prossima stagione.

moria cozze
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Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.