La stagione estiva è appena terminata, ma c’è chi, tra i titolari degli stabilimenti balneari di Cesenatico, sceglie di investire e guardare avanti, nonostante l’incertezza legata alle future gare per le concessioni demaniali. È il caso del bagno Crash Landing 46, l’ex bagno Claudia, situato a Levante, a pochi passi dal grattacielo.
I social dello stabilimento balneare hanno dato la notizia della distruzione del bagno. L’intervento, tuttavia, rientra in un progetto di demolizione e ricostruzione, con una nuova configurazione degli spazi e un’operazione che coinvolge anche il Sand Gate, stabilimento della stessa famiglia Sapia a Ponente.
Ma perché investire proprio ora, con la prospettiva delle gare per le concessioni balneari? La risposta passa anche dalle nuove possibilità offerte dal Piano urbanistico generale (PUG) e dalla distinzione tra aree demaniali marittime e forestali.
Il progetto approvato dal consiglio comunale
Il consiglio comunale di Cesenatico ha approvato, nell’aprile del 2025, la richiesta di permesso di costruire in deroga relativa all’ex bagno Claudia.
Il progetto, presentato dalla famiglia Sapia, già titolare del Sand Gate a Ponente, prevede la demolizione e la ricostruzione dello stabilimento di Levante, con il trasferimento di 74 metri quadrati al Sand Gate.
Il bagno Claudia vedrà quindi ridursi la propria superficie, mentre i metri quadrati trasferiti andranno a integrare la struttura di Ponente, insieme a una licenza di pubblico esercizio. Questa possibilità rientra nelle premialità previste dalle nuove norme del PUG.
Per il Sand Gate sarà necessario prevedere parcheggi pertinenziali. Non essendoci aree disponibili per realizzarli, il concessionario dovrà monetizzare gli spazi richiesti, versando al Comune la somma prevista in alternativa alla loro realizzazione.
Una nuova struttura in vetro, più arretrata rispetto al mare
Il progetto dell’ex bagno Claudia prevede una struttura in vetro, la riduzione del numero delle cabine e un arretramento rispetto alla linea di costa.
L’intervento si inserisce nell’orientamento del PUG, che favorisce la riqualificazione degli stabilimenti balneari attraverso soluzioni capaci di arretrare gli edifici rispetto al mare, anche in un’ottica di adattamento all’innalzamento del livello medio marino e di maggiore protezione dal rischio di alluvioni.
Il nodo Bolkestein: la differenza tra demanio marittimo e forestale
L’operazione presenta un aspetto rilevante sul fronte delle concessioni. Il bagno Claudia si trova infatti su un’area di arenile demaniale marittimo, mentre il Sand Gate sorge su un terreno appartenente al demanio forestale.
La distinzione è importante perché le concessioni sul demanio marittimo rientrano nel quadro della direttiva europea Bolkestein, mentre l’area del Sand Gate, in quanto demanio forestale, è estranea a questo specifico regime delle concessioni balneari.
Il trasferimento di superficie e l’assegnazione della licenza di pubblico esercizio rappresentano quindi elementi centrali dell’operazione, resa possibile dalle nuove disposizioni urbanistiche.
Possibili nuovi interventi a Valverde
Il caso dell’ex bagno Claudia potrebbe non restare isolato. Le possibilità offerte dal PUG potrebbero spingere altri titolari di stabilimenti balneari a presentare progetti di demolizione e ricostruzione, soprattutto nelle zone in cui è possibile arretrare le strutture rispetto alla linea di costa.
Un’area da osservare è quella di Valverde, dove diversi stabilimenti hanno l’ingresso e i campi sportivi su proprietà privata, mentre la parte destinata alle attività balneari insiste sul demanio marittimo.
In questi casi, la demolizione e il successivo arretramento potrebbero modificare la configurazione delle strutture e la distribuzione degli spazi tra aree private e demaniali. Resta da verificare, caso per caso, se e in quale misura tali interventi possano incidere sul regime delle concessioni.
La partita degli stabilimenti balneari di Cesenatico, dunque, non si gioca soltanto sul fronte delle future gare, ma anche sulle scelte urbanistiche e sugli investimenti che i gestori decideranno di affrontare nei prossimi mesi.






