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Daniele Montemaggi (Presidente Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini): “Le imprese agricole sono decisive per il cibo e la tutela del territorio”

Tre anni fa, proprio in questi giorni, la Romagna stava per vivere una delle pagine più difficili della sua storia recente. L’alluvione ha colpito comunità, famiglie, imprese e ha lasciato ferite profonde nel nostro sistema agricolo: campi sommersi, frane, aziende isolate e infrastrutture da ricostruire.

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Da allora, il mondo agricolo non ha mai smesso di affrontare emergenze. Dallo shock energetico legato alla guerra in Ucraina all’aumento dei costi di produzione (carburanti, energia e fertilizzanti), fino alle nuove tensioni internazionali: il quadro economico globale rimane fragile, ma la sfida per chi fa agricoltura oggi è continua.

Il Manifesto per l’Agricoltura del Futuro

Partecipare a Milano ai lavori promossi da Confagricoltura sul “Manifesto per l’Agricoltura del Futuro”, alla presenza del presidente nazionale Massimiliano Giansanti, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro Lollobrigida, ha confermato una convinzione profonda: l’agricoltura non è un settore del passato, ma una delle chiavi del futuro del Paese.

Senza agricoltura non c’è cibo, ma non c’è nemmeno presidio del territorio, cura dell’ambiente o tutela delle aree interne. Per questo è necessario rivendicare il ruolo degli imprenditori, chiedendo non solo attenzione nelle emergenze, ma condizioni strutturali per investire, innovare e produrre reddito.

I pilastri per la crescita del settore

Il futuro dell’agricoltura, specialmente in un territorio come quello romagnolo, passerà da alcuni pilastri fondamentali che devono diventare obiettivi strategici prioritari.

In primo luogo, è essenziale una nuova gestione dell’acqua e delle risorse idriche, accompagnata dall’adozione di nuove tecnologie e dallo sviluppo delle energie rinnovabili. La crescita passerà inoltre attraverso il sostegno alla ricerca, alla formazione costante e a un necessario ricambio generazionale che porti linfa nuova nelle campagne.

Allo stesso tempo, il sistema necessita di filiere più organizzate, di una burocrazia più semplice e di politiche europee capaci di riconoscere davvero il valore produttivo, ambientale e sociale delle nostre imprese.

Verso una strategia di lungo periodo

La Romagna ha dimostrato quanto sia fragile il territorio, ma anche quanto siano forti le aziende agricole quando messe in condizione di rialzarsi. Oggi dobbiamo trasformare quella consapevolezza in una strategia di lungo periodo.

“Da Milano torno con un messaggio ben fissato in mente,” conclude Daniele Montemaggi. “L’agricoltura deve essere messa al centro delle scelte del Paese. Come Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini continueremo a lavorare perché la voce delle nostre imprese sia ascoltata e perché il futuro non venga solo subìto, ma costruito.”

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