Nas e Ausl negli stabilimenti balneari: verifiche su licenze e somministrazione
Nelle ultime settimane gli stabilimenti balneari di Cesenatico sono stati al centro di una serie di controlli effettuati da Ausl e Nas, con particolare attenzione al settore della ristorazione e della piccola ristorazione all’interno dei bagni della costa.
Secondo quanto emerso, sotto osservazione ci sarebbero soprattutto le differenze tra chi possiede una regolare licenza per la ristorazione completa e chi invece può svolgere esclusivamente attività di piccola ristorazione.
Solo il 15% degli stabilimenti ha la licenza completa
All’interno della Cooperativa che riunisce gli stabilimenti balneari di Cesenatico, infatti, soltanto il 15% dei concessionari sarebbe in possesso della licenza per svolgere attività di ristorazione vera e propria. Tutti gli altri operano invece attraverso la formula della piccola ristorazione.
Proprio questa distinzione avrebbe acceso i riflettori degli enti di controllo. Secondo indiscrezioni, i controlli sarebbero stati avviati dopo la segnalazione di un concessionario in possesso della licenza completa, con l’obiettivo di verificare eventuali irregolarità tra chi dovrebbe limitarsi alla somministrazione consentita dalla piccola ristorazione.
Sotto osservazione l’85% dei concessionari
La situazione avrebbe quindi coinvolto gran parte degli operatori balneari della costa. La segnalazione, infatti, metterebbe indirettamente sotto la lente l’85% dei concessionari, sospettati di svolgere attività assimilabili alla ristorazione, senza avere il titolo autorizzativo adeguato.
Una dinamica che potrebbe incidere sugli equilibri della ristorazione balneare locale e aprire un confronto tra diverse tipologie di offerta turistica.
Battistoni: “Le due realtà possono coesistere”
“L’attività di controllo è doverosa – ha dichiarato il presidente della Cooperativa bagnini di Cesenatico, Simone Battistoni – Dalle mie informazioni, i controlli che sono stati fatti sono andati complessivamente bene”.
Battistoni ridimensiona però l’ipotesi di una rivoluzione nel settore: “Non credo che questo cambierà il volto della ristorazione in spiaggia, perché con la piccola ristorazione si può servire una gamma di prodotti molto ampia. Ormai esistono prodotti finiti che non richiedono manipolazione e che permettono comunque di offrire un servizio completo e di qualità”.
Secondo il presidente della Cooperativa, dunque, ristorazione e piccola ristorazione possono continuare a convivere: “Credo che le due realtà possano coesistere con un’offerta diversa, ma in entrambi i casi di ottimo livello”.

