Memoria del Novecento: al via 53 progetti in Emilia-Romagna con 400mila euro della Regione
La storia e la memoria del Novecento non rappresentano soltanto un patrimonio da custodire, ma una radice viva, che continua a nutrire la democrazia, aiuta a leggere con sguardo consapevole il presente e a orientare le sfide future.
Valorizzare questo patrimonio, trasmetterlo e divulgarlo rappresenta un impegno concreto per la Regione Emilia-Romagna, che continua a investire ogni anno in questa direzione. Attraverso il bando previsto dalla legge regionale 3/2016, vengono finanziati progetti e iniziative legati ai percorsi della Memoria, con un focus speciale sull’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica e sull’introduzione del diritto di voto alle donne.
A conclusione del bando, la cui graduatoria è stata approvata dalla Giunta nell’ultima seduta, sono cinquantatré i progetti ammessi a finanziamento, che potranno contare complessivamente su quattrocentomila euro, utilizzando così interamente le risorse disponibili.
I beneficiari dei contributi e la ripartizione dei fondi tra associazioni e Comuni
I finanziamenti regionali sosterranno una rete variegata di soggetti attivi sul territorio. La quota più rilevante delle risorse, pari a 253.420 euro, è destinata a trentuno associazioni, fondazioni e istituzioni senza fini di lucro. Il resto dei fondi sarà suddiviso tra gli enti locali, con 69.680 euro assegnati a tredici Comuni con meno di 15mila abitanti e 76.900 euro distribuiti a nove Comuni con una popolazione superiore ai 15mila abitanti.
L’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha sottolineato come la Regione confermi il proprio impegno nel promuovere la memoria del Novecento come patrimonio vivo, capace di parlare al presente e alle nuove generazioni. L’assessora ha aggiunto che le istituzioni sono convintamente al fianco di realtà che lavorano ogni giorno per fare memoria e tramandarla ai più giovani, definendolo un dovere che appartiene a ognuno di noi. Sostenere queste esperienze, ha concluso, significa scegliere di stare dalla parte della democrazia, della libertà, della partecipazione e dell’uguaglianza.
Le iniziative sul territorio: dai cammini storici all’innovazione digitale
Le attività proposte per l’anno solare 2026 uniscono memoria storica, partecipazione civica e innovazione dei linguaggi. Tra i progetti approvati si distinguono i percorsi e i cammini della memoria, che prevedono trekking sui luoghi della Liberazione, itinerari storici e passeggiate costituzionali. Ampio spazio è dedicato alle scuole e ai giovani con laboratori didattici, concorsi e percorsi educativi sul primo voto e sulla nascita della Repubblica, affiancati da eventi culturali come spettacoli teatrali, musicali e performance partecipative.
La divulgazione passa anche attraverso mostre e installazioni che fanno dialogare i materiali d’archivio con i linguaggi contemporanei, oltre a progetti digitali e multimediali come podcast geolocalizzati, reti di QR code e produzioni audiovisive. Completano il quadro gli incontri pubblici, le visite guidate ai luoghi storici, la creazione di archivi vocali e documentali basati su testimonianze orali, fino ad arrivare a strumenti ludico-educativi con giochi storici e format interattivi.
La diffusione geografica dei progetti nelle province emiliano-romagnole
La distribuzione territoriale dei cinquantatré progetti copre l’intera regione, vedendo la provincia di Bologna capofila con sedici interventi. Seguono Modena con nove progetti, Reggio Emilia con sette, e le province di Ravenna e Rimini con cinque ciascuna. Il territorio è ulteriormente coinvolto con tre progetti ciascuno per le province di Forlì-Cesena, Parma e Piacenza, mentre la provincia di Ferrara chiude il quadro con due iniziative.
Gli obiettivi del bando regionale e l’accesso alla graduatoria
Il bando del 2026 ha promosso in particolare attività di dimensione sovralocale focalizzate sulla valorizzazione dei percorsi regionali collegati ai luoghi della memoria e ai musei del ventesimo secolo. Tra le priorità figurano lo studio, la ricerca e la raccolta di testimonianze, insieme alla valorizzazione del patrimonio culturale della Linea Gotica e del Cammino di Pace da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema. Una rilevanza centrale è stata data alla celebrazione dell’ottantesimo Anniversario della nascita della Repubblica e dell’estensione del diritto di voto alle donne del giugno 1946.
Tutte le informazioni dettagliate sulla graduatoria e sull’entità dei singoli contributi assegnati sono consultabili sulla pagina web dedicata all’avviso Memoria 2026, all’interno del sito ufficiale del Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna.
Ulteriori stanziamenti straordinari a favore degli Istituti Storici
Oltre al bando principale, la Giunta ha dato il via libera a un finanziamento integrativo per i programmi degli Istituti storici regionali già in convenzione triennale. L’Istituto Parri di Bologna riceverà 13.500 euro per il 2026 e 11.500 euro per il 2027 per lo sviluppo del progetto condiviso denominato A passo di liberazione.
Alla Fondazione Campo di Fossoli sono stati assegnati 10.000 euro per la ristampa e la traduzione in lingua inglese del catalogo del Museo del Deportato di Carpi. Infine, l’Isrec di Piacenza disporrà di 6.000 euro per il 2026 e 10.000 euro per il 2027 per il recupero, l’inventariazione e la valorizzazione dell’archivio storico della sezione locale dell’Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi di guerra.

