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Il mistero dell’uomo dei cocomeri

C’è un mistero che riguarda uno dei simboli di Cesenatico. A interrogarsi sono alcuni pescatori di vecchia data che si chiedono di chi fosse quella vela che impreziosisce l’illuminazione pubblica di Ponente. È in una delle storiche vie che un tempo erano le abitazioni dei pescatori. Ogni famiglia infatti aveva un soprannome e un simbolo disegnato a caratteri cubitali nelle vele al terzo e non. Questo permetteva a chi era a casa di vedere da lontano se il proprio marito, papà o amico era tra quei pescherecci che tornavano in porto. Il punto di avvistamento prediletto era appunto Piazza Spose dei Marinai. Erano altri anni, molto meno tecnologici, molto meno comodi, il turismo di massa non era ancora nelle menti dei villeggianti. A ricordo di quell’epoca, oltre a due musei in città e mostre di foto, ci sono anche alcune vie che riportano lo stemma della famiglia nei lampioni scelti con una forma che ricorda la lampara.

mistero bandiera cocomero cocomeriIl mistero dei cocomeri

C’è una vela che non si capisce di chi fosse. Pescatori più e meno giovani narrano di non aver mai sentito nessuno con quel nome tra i lupi di mare di Cesenatico. Chi ha vissuto e praticato la pesca conosce a menadito tutte le storiche casate e è legato a quest’anima della città spesso dimenticata. In effetti l’emblema e la scritta suscitano curiosità. La bandiera reca la dicitura romagnola: “Quel di combar” che tradotto è “Quello dei cocomeri” con un TS incrociato in mezzo alla vela sgargiante. Cosa c’entrano i cocomeri con la pesca? È quel che si chiede chi passa con il naso all’insù nelle vie dietro il teatro comunale nella zona detta “Valona”.

Un piccolo indizio

Forse, ricorda Ardito Lacchini consultato da Paolo Polini, si tratta di un’attività di trasporto, più che di pesca vera e propria. Ma al momento non ci sono ancora riscontri tali da sciogliere ogni dubbio.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

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