Il sindacato chiede interventi strutturali sugli edifici scolastici
L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia e l’Europa riporta al centro il tema delle condizioni ambientali nelle scuole. Una questione che pesa ancora di più in questi giorni, con migliaia di studenti impegnati negli esami di maturità e nelle sessioni universitarie. A sollevare il tema è la Cisl Scuola Romagna, che chiede di aprire una riflessione sugli ambienti scolastici e sulla necessità di adeguarli alle nuove condizioni climatiche.
“La Regione Emilia-Romagna, accogliendo le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, è intervenuta per tutelare i lavoratori maggiormente esposti al sole nei cantieri, in agricoltura e nelle attività stradali durante le ore più calde della giornata. È quindi opportuno aprire una riflessione anche sulle condizioni in cui studenti, docenti e personale scolastico trascorrono molte ore all’interno degli edifici scolastici”, afferma Alessio Gaudioso, segretario generale della Cisl Scuola Romagna.
“Il caldo estremo non è più un evento eccezionale”
Secondo il sindacato, il problema non riguarda solo il comfort, ma anche la salute, la concentrazione e la qualità dell’apprendimento. Il caldo estremo, osserva la Cisl Scuola Romagna, è ormai una condizione sempre più frequente e deve entrare nelle politiche di adattamento climatico.
“Quello che fino a pochi anni fa veniva considerato un evento eccezionale oggi sta diventando una condizione sempre più frequente. Per questo la scuola deve essere inserita a pieno titolo nelle politiche di adattamento climatico”
Il tema, sottolinea il sindacato, è già emerso con forza anche in altri Paesi europei. In Francia, dove le temperature hanno raggiunto livelli eccezionali, sono state adottate misure straordinarie per ridurre i disagi nelle scuole e, in alcuni casi, sospendere le attività negli edifici più esposti al caldo.
Servono ventilazione, raffrescamento e schermature solari
Per la Cisl Scuola Romagna è necessario programmare investimenti strutturali sugli edifici scolastici. Tra gli interventi indicati ci sono l’efficientamento energetico, sistemi di ventilazione e raffrescamento, schermature solari e una progettazione degli spazi più adatta alle nuove condizioni climatiche.
“L’Europa ci mostra che il problema riguarda ormai tutti i sistemi educativi. Anche in Romagna dobbiamo iniziare a considerare il caldo estremo come un fattore che incide concretamente sulla vita delle scuole. Servono programmazione, risorse e un confronto tra istituzioni, enti locali e parti sociali per individuare soluzioni efficaci e durature”
Il segretario della Cisl Scuola Romagna riconosce gli sforzi degli istituti che stanno provando a fronteggiare il problema con strumenti semplici, come i ventilatori, ma avverte che non può essere questa la soluzione definitiva.
“Non possiamo che ringraziare tutte quelle scuole che ci stanno almeno provando utilizzando dei semplici ventilatori, ma in una scuola moderna che si pensa possa essere tenuta aperta tutto l’anno, questa non può essere la soluzione”, conclude Gaudioso.

