Skip to main content

Tre gradi in più della media di giugno

Il clima sta vivendo una fase di eccezionale precocità. Mentre il termometro a Cesenatico tocca punte di 36 gradi, un altro dato sta interessandoo esperti e bagnanti: la temperatura del mare, che ha già raggiunto valori tipicamente riscontrabili nel pieno mese di agosto.

Il dato record: 27 gradi a giugno

I rilievi effettuati dal battello Daphne nelle giornate del 22 e 23 giugno parlano chiaro. A circa 400 metri dalla costa di Cesenatico, la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 27.39 gradi. Si tratta di un valore superiore di circa tre gradi rispetto alla media stagionale del mese di giugno. La situazione appare ancora più critica in prossimità della battigia: all’interno della barriera degli scogli, dove il ricircolo dell’acqua è ridotto, le temperature registrate possono risultare sensibilmente più elevate, trasformando di fatto il mare in una sorta di piscina naturale surriscaldata. I campionamenti sono effettuati prelevando acqua di mare a circa 50cm di profondità.

La situazione al largo

Anche allontanandosi dalla costa, il sollievo termico è minimo. A sei chilometri di distanza, la temperatura scende solo leggermente, attestandosi su una media di 26.7 gradi. Questo fenomeno conferma come il riscaldamento non sia limitato a una singola fascia costiera, ma coinvolga l’intera area marina, con conseguenze potenzialmente significative per l’ecosistema.

Quali sono le conseguenze per l’ecosistema marino?

L’innalzamento anomalo delle temperature marine non è privo di effetti. La fauna locale è la prima a dover fare i conti con questo cambiamento repentino e può riguardare:

difficoltà per i molluschi: specie come le vongole e le cozze, allevate in impianti al largo della costa, subiscono forti stress. Le alte temperature ostacolano la loro naturale capacità di aggregazione, rendendo difficile il loro sviluppo finché non avviene un adattamento al nuovo clima.

Instabilità meteorologica: l’anomalia termica fuori stagione funge da innesco per il meteo. Il sistema climatico tende infatti a cercare un riequilibrio: questo si traduce spesso in bruschi cali di temperatura o in violente precipitazioni.

Non è un caso che, nonostante il caldo torrido, la regione sia stata oggetto di frequenti allerte meteo per temperature estreme. Questi fenomeni, pur interessando principalmente l’entroterra, sono strettamente collegati a una complessa dinamica di compensazione atmosferica. Sulla base di questi dati, si prospetta un’estate in cui anche il monitoraggio costante del mare sarà fondamentale per comprendere l’evoluzione della salute del nostro Adriatico e le sfide climatiche che ci attendono.

Alessandro Mazza

Mi piace farmi gli affaracci vostri!

Leave a Reply