Pescati molti palombi a una distanza fuori dalla norma. Spuntano interrogativi tra i lupi di mare
“Sono andato in mare per decenni, ma i palombi a 4 miglia dalla costa è la prima volta che li vedo, bisogna che qualcuno si faccia delle domande”. È la voce di Nevio Torresi che parla e che, con il suo fare preciso e sanguigno, fa capire che quello che è andato in scena ieri notte in mare e oggi al mercato del pesce non è stata una battuta di pesca fortunata qualsiasi. A detta di Torresi infatti i palombi stanno a circa 15-20 miglia (circa a 30km) dalla costa, in mare aperto, ben oltre le 12 miglia delle acque nazionali. Molti pescherecci a strascico li hanno catturati a una distanza 5 volte inferiore.
Il palombo
Il palombo (Mustelus mustelus) è un piccolo squalo appartenente alla famiglia dei Triakidae, molto comune nei nostri mari, in particolare nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale. È una specie che suscita spesso curiosità perché, pur essendo uno squalo a tutti gli effetti, ha caratteristiche molto diverse dall’immaginario collettivo creato dai film.
Caratteristiche fisiche
Aspetto: ha un corpo snello e affusolato, con una colorazione grigio-brunastra sul dorso e biancastra sul ventre. Può raggiungere, anche se raramente, una lunghezza massima di circa 150-160 centimetri.
Dentatura: a differenza degli squali “cacciatori” dotati di denti aguzzi e taglienti, il palombo ha denti piccoli, piatti e smussati, simili a un mosaico. Questa dentatura è perfettamente adattata alla sua dieta, che consiste principalmente in crostacei (granchi, gamberi) e molluschi.
Comportamento: è una specie bentonica, ovvero che vive a stretto contatto con il fondale, solitamente su terreni sabbiosi o fangosi, a profondità che variano da pochi metri fino a circa 200-300 metri.
Le ipotesi che sorgono spontanee
“Forse – aggiunge Torresi – le temperature delle acque li hanno confusi perché trovarli così in abbondanza e così vicini alla costa non si era mai visto. Aggiungo che per anni la pesca è stata vista come il problema dei mari nonostante lo sforzo di pesca sia stato ridotto. Il risultato è il dimezzamento dei pescherecci, quindi dei marinai, e una diminuzione delle ore d lavoro ma li vero problema ora è il cambiamento climatico che, forse, qualcuno sta sottostimando. Gli studi sugli sforzi di pesca sono ormai vecchi e non più aderenti alla realtà; una realtà che oggi presenta un ecosistema molto diverso”.
Altre specie “sentinella”
Secondo il pescatore e comandante di lungo corso, anche la presenza e l’assenza di altre specie tipiche fanno riflettere. “Ora ci sono molte mazzancolle e mancano gli scampi che è più facile trovare nelle acque più fredde”. Ma il ritornello che torna più volte nel discorso è un quesito non scontato: “Fino a che punto può arrivare il cambiamento climatico?”.
Acque più calde
Nei giorni scorsi abbiamo già affrontato con due articoli la questione delle temperature delle acque del mare. Temperature che, a detta degli esperti, sono quelle che di solito si registrano ad agosto (qui il servizio). E il maltempo passeggero della scorsa settimana (qui il servizio) non sembra aver ricondotto la situazione meteomarina alla sua normalità.


