Erogazione indennità, anno 2024
Legacoop Romagna accoglie con favore l’avvio da parte del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), retto da Francesco Lollobrigida, dell’erogazione delle indennità relative al fermo pesca 2024. Si tratta di un risultato atteso da mesi e più volte sollecitato, anche non più tardi di pochi giorni fa, da Legacoop Romagna insieme alle cooperative del settore costiero romagnolo.
Per il 2024 si è attivato un sostegno indispensabile per imprese e lavoratori, che finalmente arriva, dopo tempi di attesa certamente più lunghi del dovuto, ma delineando un rapporto virtuoso con il Ministero. Ma non tutto è ancora a posto, purtroppo, per il comparto ittico: per il 2025 si stanno prospettando nuove difficoltà.
Il commento dei funzionari Legacoop
«Mentre vengono liquidate le indennità riferite al 2024, le imprese riferiscono gravi difficoltà nella presentazione delle domande relative alle nuove misure di fermo pesca 2025. Dal 22 giugno un malfunzionamento del sito ministeriale “Fermo Pesca”, ha negato il pagamento della marca da bollo tramite PagoPA e quindi, di fatto, ha impedito la presentazione delle domande – spiegano i funzionari di riferimento per pesca e acquacoltura di Legacoop Romagna, Giorgia Gianni e Mirco Bagnari –. Il sito inoltre richiede ancora l’inserimento manuale di ogni singola giornata di fermo non obbligatorio per ciascun lavoratore, adempimento che comporta tempi di compilazione incompatibili con le esigenze delle imprese. Di fatto, le cooperative e le imprese della pesca sono state finora impossibilitate a presentare la domanda per cause completamente indipendenti dalla loro volontà».
Per questo Legacoop ha chiesto a MASAF e Ministero del Lavoro di intervenire con la massima urgenza per ripristinare il corretto funzionamento della piattaforma o consentire modalità alternative di pagamento della marca da bollo.
«Qualora i disservizi non vengano risolti in tempi rapidi – concludono i rappresentanti dell’associazione che rappresenta le cooperative associate della pesca e dell’acquacoltura in Romagna – è inoltre indispensabile prevedere una proroga dei termini per la presentazione delle domande, congrua rispetto agli inconvenienti registrati ai giorni di malfunzionamento dell’applicativo, affinché nessuna impresa venga penalizzata da inefficienze del sistema informatico pubblico. Ci auguriamo che la stessa capacità di intervento dimostrata in questi giorni sulle pratiche per il fermo pesca 2024, si concretizzi anche per quelle 2025. Il MASAF ed il Ministro Lollobrigida ben sanno come il settore pesca stia affrontando una grave difficoltà aumentata nelle ultime settimane dai costi del carburante e, per questo servirebbe offrire garanzie immediate alle imprese di un comparto che chiede non favori, ma la semplice riduzione di un impatto burocratico ogni volta più inspiegabile».

