Molo di Levante Cesenatico, al via l’estrazione delle palancole: prossimo step il ripristino della scogliera
Proseguono a Cesenatico i lavori di riqualificazione del Molo di Levante, ormai entrati nella loro fase conclusiva. Dalla prossima settimana prenderà il via l’estrazione delle palancole provvisionali che fino ad oggi hanno protetto il cantiere, un passaggio chiave per avvicinarsi alla chiusura definitiva dell’intervento. Nei giorni scorsi, nel tratto sopra le celle frangiflutto sostituite, la nuova banchina è stata completamente liberata con la rimozione dei casseri; nei prossimi giorni toccherà invece al ripristino della scogliera.
I lavori sono affidati alla ditta Pasqual Zemiro, di Malcontenta di Mira, in provincia di Venezia. L’investimento iniziale ammontava a 1.500.000 euro, coperto per il 98% da un finanziamento regionale, a cui si sono aggiunti 80.000 euro stanziati con una variazione di bilancio approvata nel dicembre 2025 e ulteriori 150.000 euro, per un totale di 230.000 euro di risorse aggiuntive rispetto al progetto originario.
La cronistoria del cantiere
La prima parte della riqualificazione era stata completata nella scorsa primavera, con la realizzazione della paratoia orizzontale e del muretto antiesondazione, alto 96 centimetri. I lavori proseguiti nel 2025 erano stati sospesi per la stagione estiva e poi ripresi per la sostituzione delle celle frangiflutto. Non potendo utilizzare il pontone, per esigenze legate alla Capitaneria di porto, era stata realizzata una pista per il passaggio dei mezzi pesanti, costruita con massi aggiuntivi e materiale di riempimento.
I danni delle mareggiate autunnali
Le mareggiate di ottobre e novembre hanno però colpito duramente il cantiere, danneggiando gravemente la pista e gran parte dei manufatti prefabbricati che costituivano il basamento. A questo si sono aggiunti nuovi crolli della banchina di Levante, in una porzione più a monte rispetto a quella inizialmente interessata dagli interventi. Di fronte a questa situazione si è resa necessaria una variazione d’urgenza del progetto, con la modifica delle opere provvisionali, l’inserimento di un palancolato metallico provvisorio a protezione del moto ondoso e l’avvio di nuove e delicate lavorazioni subacquee.
Le lavorazioni subacquee
Il lavoro sott’acqua si è reso necessario per intervenire sulle fondazioni profonde preesistenti, rivelatesi diverse rispetto a quanto riportato nei disegni storici. I sommozzatori hanno realizzato uno ad uno i collegamenti tra le vecchie fondazioni, costituite da palancole in calcestruzzo, e la nuova struttura in cemento armato in fase di costruzione. Un’operazione durata alcuni mesi, che ha impegnato a lungo il cantiere.
La ditta si trova ora nella fase finale dell’opera: i lavori strutturali sono conclusi e restano da completare gli ultimi interventi, insieme alla sistemazione generale del cantiere.

