Il Comune di Cesenatico aspetta il bando-tipo nazionale sulle concessioni balneari prima di entrare nel vivo delle valutazioni. Il documento del Governo, atteso da mesi e destinato a fornire un quadro omogeneo per le gare delle concessioni demaniali marittime, non è ancora arrivato. Nel frattempo, però, gli uffici comunali continuano il lavoro preparatorio in vista della scadenza fissata per le procedure.
Nei giorni scorsi, inoltre, a Cesenatico è partito il blocco della presentazione di nuove pratiche edilizie relative ai fabbricati presenti all’interno delle concessioni demaniali, un passaggio che si inserisce nel percorso di preparazione alla futura riorganizzazione delle concessioni balneari.
La situazione locale si inserisce in un quadro nazionale ancora caratterizzato dall’incertezza. A fare il punto è Legacoop Romagna – Federcoop Romagna, che denuncia il ritardo nell’adozione del bando-tipo nazionale.
Concessioni balneari, il bando-tipo ancora non c’è
Secondo Legacoop Romagna, a fine estate circa il 10% degli oltre 600 Comuni costieri italiani avrebbe già avviato una procedura di gara per le concessioni balneari.
“Dov’è il bando tipo per le concessioni balneari? Siamo a fine estate e si stima che su oltre 600 Comuni costieri italiani già il 10% abbia già avviato una procedura di gara“, sottolinea Legacoop Romagna.
Il riferimento è alla situazione determinata dalle decisioni del Consiglio di Stato, che hanno stabilito la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2023, mentre il 30 settembre 2027 rappresenta il termine entro il quale dovranno essere effettivamente effettuate le gare.
Per Comuni e operatori balneari, quindi, il tempo per prepararsi è sempre più ridotto.
“Il Governo aveva promesso il bando entro marzo”
Nel mirino di Legacoop Romagna ci sono soprattutto i ritardi del Governo. Il bando-tipo dovrebbe infatti consentire ai Comuni di lavorare su un quadro condiviso di regole, evitando interpretazioni e procedure differenti da territorio a territorio.
“Da anni i Comuni italiani – i dirigenti, i segretari comunali, i sindaci – sono in fibrillazione, così come i concessionari, che attendono indicazioni sul futuro del loro lavoro e delle loro famiglie. Eppure, tutto tace“, afferma Legacoop Romagna.
Il comunicato ricorda inoltre le scadenze annunciate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il 25 febbraio 2026, rispondendo a un’interrogazione alla Camera, il Ministro aveva indicato l’adozione del bando-tipo “entro fine marzo”. Il 23 luglio la promessa era stata nuovamente ribadita, con uno slittamento “entro la fine del mese”.
“A oggi, nessuna delle due date è stata rispettata“, evidenzia Legacoop Romagna. Il testo, secondo quanto riferito dall’organizzazione, resta fermo al passaggio in Conferenza Unificata. Nel frattempo sono state diffuse in più occasioni slide con alcuni criteri, ma non ancora il testo definitivo.
Cesenatico prepara il lavoro in attesa delle regole nazionali
A Cesenatico, dunque, l’attenzione resta puntata sul documento nazionale. L’amministrazione comunale attende l’uscita del bando-tipo sulle concessioni balneari per poter disporre di un riferimento sul quale impostare valutazioni e ragionamenti in vista delle future gare.
Parallelamente, gli uffici comunali stanno portando avanti il lavoro preparatorio necessario ad arrivare pronti alla fase successiva. In questo contesto si inserisce anche il recente stop alla presentazione di nuove pratiche edilizie per i fabbricati presenti nelle concessioni demaniali, una misura che riguarda il patrimonio edilizio collegato alle aree oggetto della futura riorganizzazione.
Il modello romagnolo e il ruolo delle cooperative
Nel comunicato Legacoop Romagna riconosce il lavoro portato avanti in Emilia-Romagna attraverso il confronto tra Regione, Comuni costieri, associazioni di categoria, balneari e cooperative.
“Legacoop Romagna riconosce ed apprezza il lavoro di confronto costante con enti locali e associazioni di categoria svoltosi in Emilia-Romagna, utile a definire linee guida condivise“, si legge nella nota.
Tra i temi considerati centrali vengono indicati il riconoscimento dei servizi collettivi di salvamento e il ruolo dell’aggregazione cooperativa tra microimprese, considerata un elemento caratterizzante del modello balneare emiliano-romagnolo.
“Ogni Comune rischia di muoversi in ordine sparso”
Secondo Legacoop Romagna, tuttavia, il lavoro svolto a livello regionale non è sufficiente in assenza di una cornice nazionale.
“Senza la sintesi di regole e scelte che compete al Governo, è ormai certo che ogni Comune tenderà a muoversi in ordine sparso e il modello balneare sarà ancora più a rischio“, sostiene l’organizzazione.
E aggiunge: “Essersi coordinati in Romagna, con uno sforzo di sintesi che ha visto collocati dalla stessa parte Regione, Comuni costieri, rappresentanze dei balneari e delle cooperative, però, non basta più“.
L’appello a Salvini: “Faccia la propria parte”
Da qui la richiesta al Governo e in particolare al Ministro Salvini di accelerare sulla definizione delle regole.
“Continuiamo a sollecitare il Governo ed in particolare il Ministro Salvini, che del Tavolo di confronto nazionale ha la responsabilità, a fare la propria parte“, conclude Legacoop Romagna.
La nota si chiude con una citazione ironica dei Righeira: “L’estate sta finendo e un anno, l’ennesimo, se ne va… è il solito rituale, ma ora manchi tu“, osservando che il verso sembra “scritto apposta” per il Ministro Salvini.

