La proposta di chiamare lo scalo aeroportuale “Forlì-Ravenna” incassa il sostegno del Partito Repubblicano Italiano dell’Emilia-Romagna. A intervenire è Eugenio Fusignani, segretario regionale PRI Emilia-Romagna, che guarda alla nuova denominazione come a un possibile punto di partenza per rafforzare i collegamenti e la collaborazione tra i territori romagnoli.
“Come repubblicani accogliamo con grande favore la proposta del sindaco di Forlì Zattini, di denominare lo scalo aeroportuale “Forlì-Ravenna” e la disponibilità del sindaco di Ravenna Barattoni ad accoglierla. Una scelta che va esattamente nella direzione che come Partito Repubblicano dell’Emilia-Romagna sosteniamo da tempo”, dichiara Fusignani.
L’aeroporto di Forlì come scalo strategico per la Romagna
Il segretario regionale del PRI ricorda come il tema fosse già stato affrontato dal partito nel corso di un convegno sulle infrastrutture organizzato a Forlì nel febbraio 2024.
“Già il 17 febbraio 2024, nel corso del convegno sulle infrastrutture da noi promosso proprio a Forlì, evidenziammo chiaramente come il Ridolfi, oltre a essere sinergico al Marconi di Bologna, rappresentasse uno scalo strategico per l’intera Romagna e in particolare per Ravenna, per il suo porto e per il settore crocieristico in forte espansione”, sottolinea Fusignani.
Secondo il PRI, la convergenza tra le amministrazioni di Forlì e Ravenna rappresenta un segnale positivo per una strategia comune sulle infrastrutture.
“Fa dunque piacere constatare come quell’intuizione trovi oggi una convergenza reale tra le amministrazioni locali”, aggiunge.
“Le infrastrutture possono essere il collante territoriale”
Per Fusignani, la possibile nuova denominazione dell’aeroporto di Forlì assume quindi un significato che va oltre il semplice cambio di nome.
“Vedere il sindaco Zattini rilanciare oggi questa proposta, dandole forma anche nella nuova denominazione, e ricordare che l’idea era già stata sostenuta dal sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni fin dalla sua campagna elettorale, è la dimostrazione di come le infrastrutture debbano e possano essere il vero collante territoriale”, afferma.
“Quando in gioco c’è lo sviluppo regionale, le istituzioni sanno fare sistema e costruire ponti. Il nome “Forlì-Ravenna” rafforza infatti la visione di una Romagna pragmatica e coesa, ma punta anche a fare dello scalo forlivese un asset strategico per il territorio al pari del porto di Ravenna”.
Aeroporto di Forlì, Ravenna e Rimini: una rete per la Romagna
Il PRI guarda inoltre alla possibilità di costruire una rete aeroportuale capace di rafforzare il ruolo economico e turistico della Romagna.
“A giudizio del PRI non c’è dubbio che Forlì sia anche l’aeroporto di Ravenna, ma la sua collocazione baricentrica lo rende decisivo per l’intera regione. Assieme allo scalo di Rimini, più decentrato, la Romagna può davvero ambire a diventare il bacino economico e turistico di riferimento per tutto il centro-nord Adriatico”, sostiene Fusignani.
Una prospettiva che, secondo il segretario regionale repubblicano, deve però essere accompagnata da un potenziamento concreto delle infrastrutture.
«La nuova denominazione non può restare un atto simbolico»
Il nodo principale indicato dal PRI riguarda il collegamento tra Ravenna e Forlì, a partire dalla Ravegnana.
“Proprio sulla scorta di questo accordo occorre ora innescare un meccanismo virtuoso. La nuova denominazione non può restare un atto simbolico: deve spingere con decisione verso il superamento dell’attuale Ravegnana con un adeguato e rapido collegamento tra Ravenna e Forlì”, afferma Fusignani.
L’esponente repubblicano chiede inoltre un intervento più ampio sulla rete dei trasporti.
“Più in generale, serve non solo l’ammodernamento delle arterie esistenti, ma la realizzazione di nuovi collegamenti viari e ferroviari che mettano in rete le realtà romagnole e connettano efficacemente Ravenna con le tratte dell’Alta Velocità e con i grandi corridoi nazionali ed europei”.
L’appello alla Regione Emilia-Romagna
La partita, secondo il PRI, coinvolge direttamente anche la Regione Emilia-Romagna, alla quale Fusignani chiede un ruolo di coordinamento e programmazione.
“In questa partita la Regione Emilia-Romagna deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo di regia e programmazione, garantendo risorse, tempi certi e scelte coraggiose per avvicinare la Romagna ai grandi flussi di mobilità”, conclude il segretario regionale del PRI Emilia-Romagna.

