Da giorni rimbalza la notizia della multa che Meta dovrà pagare per gli impatti che Facebook ed Instagram hanno generato sulla salute degli utenti minori.
Si legge che il colosso di Zuckerberg pagherà fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere l’azione avviata da 29 Stati americani.
A tal proposito abbiamo interpellato la dott.ssa Maria Calderoni, psicologa, pedagosista e analista del comportamento per fare il punto della situazione.
Il punto
Nella sua esperienza, facendo una media, qual è l’età in cui viene consegnato il primo dispositivo?
“Intorno ai 2 anni”.
Secondo lei, esiste un’età davvero adeguata per il primo smartphone?
“L’età ideale a livello di sviluppo cerebrale credo sia quando le strutture abbiano raggiunto gran parte della maturazione (intorno ai 14 anni, ma andrebbe comunque regolato. Mentre l’’età in cui penso sia necessario per mantenere contatti sociali è a partire dalla prima classe della secondaria di primo grado”.
Quanto conta l’esempio degli adulti? Un genitore che passa molto tempo al telefono può davvero chiedere al figlio di utilizzarlo meno?
“Dipende: se lo usa per lavoro e poi nel tempo libero si dedica anche ad altre attività (sociali, hobbies, sport) allora può davvero chiedere di non utilizzare il telefono. Se il genitore passa gran parte del suo tempo a visionare real potrebbe non essere coerente con l’insegnamento che vuole dare. Se il genitore passa solo il tempo libero tra un’attività (lavorativa o domestica o altro) e l’altra, allora mostra comunque un modello che ‘può fare a meno del dispositivo’ e dedicarsi ad altri interessi”.
Perché i genitori o gli adulti di riferimento in generale consegnano ai più piccoli questi dispositivi?
“Credo sia la disponibilità che faccia la differenza: sono accessibili, disponibili e creano un intrattenimento utile. Tra l’altro i meccanismi sottostanti si basano su uno schema di rinforzo intermittente che ne rendono facile la dipendenza. Andrebbero istruite le persone prima dell’utilizzo sui rischi e sui meccanismi che possono generare e sulle modifiche morfologiche alle strutture cerebrali”.
Se e in che modo facebook, Instagram e in generale altre app hanno un’influenza negativa su apprendimento? Quali possono essere altre influenze negative?
“Aumentano la distraibilità”.
Quali campanelli d’allarme dovrebbero far capire a un genitore che il rapporto con lo smartphone sta diventando problematico?
“L’intensità, la durata in cui il bambino è ingaggiato e se i bambini riescono poi o a procrastinare l’utilizzo o ad interrompere in modo sereno. Se non ci riescono o hanno comportamenti distruttivi siamo già in davanti a un problema”.
Quanto pesa la continua esposizione a contenuti brevi sulla capacità di concentrarsi, leggere un testo lungo o annoiarsi?
“Pesa molto sull’allenamento che viene meno ad attendere, a concentrarsi e a inventarsi. Tutto è troppo rapido, veloce… pesa anche sulla sedimentazione in memoria delle informazioni considerando che spesso non ci ricordiamo nemmeno cosa visioniamo”.
Cosa succede alla capacità di gestire la noia quando un bambino ha sempre uno schermo a disposizione?
“Potrebbe non sapere come gestire il tempo libero, potrebbe perdere l’interesse per altri giochi e materiali. La scuola e lo sport diciamo che ancora proteggono molto perché una buona porzione di tempo è in questi contesti, che non utilizzano in modo eccessivo gli strumenti, ma in modo funzionale (LIM, ad esempio).”
Il problema è il dispositivo in sé oppure l’uso che ne facciamo?
“Direi che l’uso è derivato da come è impostato il dispositivo in sé, anche se senza l’uso non ci sarebbe il problema”.
Le restrizioni servono a qualcosa?
“Penso che come qualsiasi cosa la regolazione è utile, non tanto la restrizione e soprattutto utilizzare un arricchimento dell’ambiente del bambino (sport, amici, scuola, viaggi, giochi, laboratori manuali e creativi…)”.
Se un genitore ci sta leggendo e pensa “mio figlio passa troppo tempo al telefono”, qual è la prima cosa che dovrebbe fare domani mattina?
“Arricchire l’ambiente del figlio con altre attività”.
Quali sono tre regole semplici che ogni famiglia potrebbe adottare subito?
Fermo restando che non si dovrebbe dare il cellulare prima dei 10 anni:
- arricchisci il tempo di tuo figlio
- sii presente, condividi con lui anche qualcosa sui contenuti che guarda
- dai un modello di utilizzo sano
Se potesse dare un solo consiglio a genitori e insegnanti, quale sarebbe?
“Dipende dalla situazione, potrei dire che bisogna stimolare la mente nostra e del bambino con tante attività diverse che non trascurino nessuna area dello sviluppo”.
Siamo ancora in tempo per correggere questa situazione?
“Non sono in grado di dirlo con esattezza, ma credo che useremo sempre di più l’AI che sarà il problema forse più grande di questo utilizzo smodato”.

