Cesenatico chiude i Mondiali Topcat 2026: tre titoli, tre storie diverse

Dieci regate per le classi K1 e K2, nove per la K3: il Campionato del Mondo Topcat 2026, andato in scena davanti al litorale di Cesenatico, ha messo alla prova equipaggi arrivati da Germania, Italia, Polonia e Svizzera su tre percorsi paralleli, ciascuno con la propria classifica e i propri colpi di scena. Il regolamento ha previsto uno scarto dopo le prime cinque prove e un secondo scarto dopo la nona, un meccanismo che nelle classifiche finali emerge chiaramente nei punteggi messi tra parentesi, quelli cioè esclusi dal computo totale.

Classe K1: i fratelli Treichel dettano legge

Nella flotta più numerosa della rassegna, dodici imbarcazioni al via, il duo tedesco composto da Sascha e Rene Treichel ha chiuso con un margine ampio, totalizzando appena 12 punti grazie a una serie di primi e secondi posti che ha lasciato poco spazio agli avversari. Alle loro spalle si è issato l’equipaggio italiano formato da Lele Saragoni e Achille Pazzaglia, autore di una rimonta costante fino al secondo gradino del podio con 20 punti. Il terzo posto è andato alla coppia polacca Jarosław Wachowiak e Marek Śmiglak, a quota 30, davanti a Steffen Porst e Katrin Porst, quarti con 32 punti, e a Christoph Schreiber e Johannes Schreiber, quinti a 35.

Da segnalare, tra gli altri equipaggi italiani, il sesto posto di Roberto Casadei e Gino Bettini con 36 punti e l’ottavo di Gianluca Mughetti e Stefano Morgagni con 47. Chiudono la top ten Sebastian Pfohl e Robin Pfohl, settimi, e Mathias Equiluz e Susi Wallner, noni. Nelle ultime due posizioni, appesantite da una serie di ritiri e assenze nelle regate finali, si sono classificati Helge Wallner con Matthias Zangl, Herbert Wallner con Susi Wallner e, all’ultimo posto, Ben Vilsmeier e Annika Kühl, fermi dalla quinta prova in avanti.

Classe K2: Glasl e Kell in testa, ma l’Italia sfiora la doppietta

Nella K2, sempre dodici imbarcazioni al via, il successo è andato a Tobias Glasl e Veronika Kell, capaci di totalizzare 10 punti grazie a una regolarità quasi ininterrotta lungo le dieci prove. Il podio è tutto un discorso italiano da lì in poi: secondo posto per Riccardo Mellina Gottardo e Gian Marco Venturi con 17 punti, terzo per Agostino Montalti e Gianluca Casadei con 27. Subito dietro, a quota 34, si sono piazzati Annika Kuehl in equipaggio con Levin e Matthias Plück, rimontati dopo un avvio difficile con due scarti pesanti nelle prime regate, e Guido Longhi con Gabriele Bandini.

La classifica prosegue con Sven Kühl e Jannis Kühl, sesti a 36 punti, e Saeger Dirk con Björn Röder, settimi a 41. Chiudono la graduatoria, in ordine, Benedikt Busert con Jürgen Kleemann, Kilian e Pia von der Fecht, Jörg e Karin Nachtwein, Paul Knab con Karin Stotz e, all’ultimo posto con 93 punti, l’equipaggio italiano formato da Andrea e Michelangelo Strocchi.

Classe K3: Gregor Lotz vince la sfida del singolo

La K3, disputata in solitaria e su nove prove, ha visto Gregor Lotz imporsi con 14 punti, frutto di un rendimento costante coronato da quattro primi posti. Alle sue spalle Paul Säger ha chiuso a 22 punti, mentre il terzo gradino del podio è andato a Jakub Drygas con 25. Poco più indietro, a ridosso dei 43 punti, si sono classificati Peter Seehaus, Tomasz Mazurkiewicz e Christian Agthe, seguiti da Dirk Vilsmeier, Wilfried Jodorf ed Enno Harders, tutti racchiusi in pochi punti tra la sesta e la nona posizione.

Nella parte bassa della classifica, Piotr Liszek ha chiuso decimo con 56 punti, davanti allo svizzero Michael Winkelmann e a Heinz Knotzer. Ultimo, appesantito da una lunga serie di ritiri e assenze, Gerhard Steiger, con 109 punti.

Il format di regata

Le classifiche riflettono il sistema di scarti previsto dal regolamento: un peggior risultato viene escluso dopo la quinta regata disputata, un secondo dopo la nona. È questo il motivo per cui alcuni equipaggi, pur avendo accumulato piazzamenti negativi o assenze in alcune prove, mantengono comunque un punteggio finale competitivo: le prove non conteggiate, comprese le assenze (DNS) e i ritiri (DNF/RET), non pesano sul totale che determina la classifica ufficiale.

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