Scuola, il caldo nelle aule diventa questione strutturale: la Regione chiede al Governo un piano nazionale
L’Emilia-Romagna vuole voltare pagina rispetto alla logica degli interventi last minute contro il caldo nelle scuole. È questo il senso dell’informativa che l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, ha portato in commissione Giovani, Scuola e Lavoro, presieduta da Maria Costi, su sollecitazione delle consigliere del Partito democratico Simona Lembi e Ludovica Carla Ferrari. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un piano strutturale che eviti il ripetersi, anno dopo anno, dei disagi vissuti nei mesi più afosi, per garantire aule sicure e realmente vivibili anche d’estate.
Un piano diviso su due livelli: Comuni e Governo
Conti ha distinto due ambiti di intervento. Per nidi e scuole dell’infanzia, di competenza diretta dei Comuni, la Regione può lavorare insieme agli enti locali per accelerare l’adeguamento termico e l’isolamento degli edifici. Per le scuole dell’obbligo, invece, serve un passaggio a livello nazionale: un piano capace di mobilitare risorse statali straordinarie per la transizione verde e il condizionamento sostenibile delle aule, materia che la Regione da sola non può affrontare.
Le parole dell’assessora Conti
“Le scuole devono diventare rifugi climatici, e per farlo servono soluzioni strutturali”,
ha ribadito Conti, spiegando che nell’inverno 2025 è partita una ricognizione sulle condizioni degli edifici scolastici, in chiusura il 30 settembre. La Regione ha già scritto al Governo e al ministero dell’Istruzione per chiedere che l’adattamento climatico diventi una priorità nella programmazione dei fondi per l’edilizia scolastica. Sul fronte delle risorse, Conti ha ricordato che il ministro Valditara ha stanziato 20 milioni di euro per condizionamento e raffrescamento, una cifra che l’assessora giudica insufficiente: poco più di 50 euro per ogni istituto, considerando anche il peso delle bollette energetiche. Tra le piste indicate anche da Anci, l’assessora ha citato il fotovoltaico sui tetti delle scuole e la riqualificazione degli spazi esterni attraverso la piantumazione di alberi nei giardini scolastici.
Il dibattito in commissione: la maggioranza chiede più risorse
Il confronto tra i consiglieri ha messo in luce due letture diverse della stessa emergenza. Per la maggioranza, la Regione sta facendo la propria parte ma non può sopperire da sola a carenze strutturali che riguardano l’intero Paese.
Elena Ugolini (Rete civica) ha definito “insalubre e inaccettabile” la situazione delle scuole aperte a luglio, con bambini costretti a riposare in condizioni difficili, chiedendo un approccio più ampio, che punti su verde urbano, alberi e tettoie oltre che sulla sola climatizzazione. Ugolini ha anche fornito un dato chiave: in Emilia-Romagna solo il 9,55% delle scuole dispone di un impianto di climatizzazione, contro oltre il 30% delle Marche.
Sulla stessa linea Vincenzo Paldino (civici), che ha inquadrato il problema su scala nazionale: 700mila studenti italiani entrano ogni giorno in aule non certificate, il 59% degli edifici scolastici è privo del certificato di agibilità e in Emilia-Romagna il 60% delle scuole è stato costruito prima del 1975. Per Paldino serve un grande piano nazionale antisismico e impiantistico, che includa la risposta al cambiamento climatico come questione di sicurezza e salute.
Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha portato l’esempio di Modena, dove sono presenti 37 plessi scolastici che richiedono interventi strutturali interni ed esterni:
“L’emergenza caldo inizia a metà maggio, non si può continuare a sottovalutare il problema. Serve lungimiranza, non condizionatori comprati all’ultimo momento”
Anche Simona Lembi ha insistito sulla necessità di affrontare insieme, maggioranza e minoranza, gli effetti del cambiamento climatico, auspicando condizioni diverse già dalla prossima stagione primaverile-estiva. Per Fabrizio Castellari (Pd), la materia dell’edilizia scolastica resta di competenza statale: bene la mappatura avviata dalla Regione, ma un nuovo piano nazionale è “imprescindibile”.
Il centrodestra: “Il Governo ha già stanziato oltre 12 miliardi”
Di segno opposto la lettura dei consiglieri di Fratelli d’Italia. Alberto Ferrero ha rivendicato l’impegno dell’esecutivo nazionale, che tra fondi ordinari e Pnrr avrebbe destinato oltre 12 miliardi di euro alla scuola, portando al 13% la quota di istituti dotati di pannelli solari, oltre ai 20 milioni per raffrescamento e climatizzazione definiti “un primo passo”. Ferrero ha però criticato la tempistica della mappatura regionale, sostenendo che avrebbe dovuto partire l’anno precedente, prima dell’avvio della sperimentazione “scuole aperte” in estate.
Nicola Marcello ha richiamato l’impegno dei governi di centrodestra tra il 2008 e il 2010 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, imputando all’abolizione delle Province una successiva fase di “vuoto assoluto” durata dai 5 ai 7 anni, con risorse insufficienti persino per le pulizie ordinarie. Annalisa Arletti ha invitato a considerare la questione come una battaglia trasversale, sollecitando un bilancio su come i territori abbiano effettivamente utilizzato le opportunità del Pnrr e ponendo l’attenzione sulla qualità delle ricostruzioni post-sisma 2012.
Una partita che si gioca su più livelli
Dal confronto in commissione emerge un punto su cui, pur con letture politiche opposte, quasi tutti i consiglieri concordano: la sola azione regionale non basta a colmare un divario infrastrutturale accumulato in decenni. Tra i dati emersi nel dibattito:
- 9,55% delle scuole in Emilia-Romagna dotate di climatizzazione, contro oltre il 30% nelle Marche
- 700mila studenti italiani in aule prive di certificazione
- 59% degli edifici scolastici nazionali senza certificato di agibilità
- 60% delle scuole emiliano-romagnole costruite prima del 1975
- 20 milioni di euro stanziati dal ministero per raffrescamento e climatizzazione
- oltre 12 miliardi di euro di fondi statali e Pnrr indirizzati alla scuola, secondo i dati citati dalla maggioranza di governo
Con la ricognizione regionale in chiusura il 30 settembre, il tema tornerà presto al centro del confronto tra Regione e Governo, in vista della programmazione dei prossimi fondi per l’edilizia scolastica.

