Il lavoro a Cesenatico: il punto

La stagione si è conclusa, e molti lavoratori stagionali si godono il meritato riposo, altri alla ricerca di un’occupazione invernale.

Abbiamo pensato di allargare la riflessione su tutto quello che è il mondo del lavoro concentrandoci su Cesenatico: dalle professioni più difficili da ricercare, ai settori più ambiti, ai mestieri che stanno pian piano scomparendo…

Lo abbiamo fatto interpellando chi quotidianamente lavora a fianco di lavoratori e imprenditori, a vario titolo.

Laura Navacchia, Cna Area Est Romagna

Alte professionalità, operai specializzati e (nuova) imprenditoria 

“Mi è sembrato che a inizio stagione non ci fosse la solita questione  in merito alla difficoltà nel trovare figure professionali da impiegare nel settore della ristorazione: sicuramente, sono per lo più persone straniere che si mettono a disposizione per questo settore” – afferma Navacchia.

“Per quanto riguarda le alte professionalità, il tema è diverso: faccio riferimento ai cantieri navali che realizzano imbarcazioni in legno. Data la difficoltà nel reclutare il personale, ogni anno facciamo un corso post diploma o laurea a cui consegue uno stage e nel 90% dei casi l’iter termina con una assunzione.  Cesenatico ha, poi, il discorso delle imbarcazioni in legno dove la manodopera è inesistente: il maestro d’ ascia o il falegname, infatti, sono figure professionali oramai scomparse del tutto. Uno due cantieri associati Cna, ad esempio, ha deciso di cambiare il prodotto andando verso lo scafo in resina, proprio per ovviare alla mancanza di manovalanza. Lo stampo in resina viene realizzato a Forlì, poi segue l’allestimento”, prosegue la responsabile.

“Per quel che riguarda mestieri come l’elettricista, invece, si tratta di un’attività che ancora è sulla cresta dell’onda e gli operai specializzati passano da un’azienda all’altra.  In questi casi la difficoltà, arrivati in azienda, è farli crescere professionalmente nel senso che quando i più giovani fanno lo stage, ad esempio, non possono essere portati in cantiere per via delle norme sulla sicurezza, quindi formarli fino al contratto e alla specializzazione non è sempre semplice”, continua Navacchia.

“L’altro settore che riscontriamo essere in voga, è quello dell’estetica: aprono nuovi centri piuttosto che allargare quelli già esistenti. La situazione che si rappresenta, generalmente, è questa: un dipendente che ha fatto la sua formazione all’interno di un centro, una volta che si è formato, spesso tende a volerne aprire uno proprio. Allo stesso modo vale per le parrucchiere”, conclude la responsabile CNA.

Barbara Pesaresi, Confesercenti

“Non manca l’attitudine al lavoro, c’è un approccio diverso”

“La predisposizione di oggi è quella di provare un pò di tutto per fare esperienza ed arricchire il curriculum: se da una parte tutto ciò è positivo e permette di rispondere alle nuove esigenze del mondo, dall’altro non c’è la risposta alla professionalità. Ci sono mestieri manuali dove le specializzazioni sono rarissime e trasversali: questo mette in difficoltà l’imprenditore alla ricerca di personale specializzato. Si riparte da zero ogni volta. Pensando al settore turistico: quando ci troviamo in un albergo a quattro stelle e nonostante questo c’è una macchinetta di distribuzione di latte e caffè a preparaci la colazione, ci troviamo davanti alla  conseguenza di quello che sta succedendo. La logica non è quello del risparmio, quanto di impiegare il personale a disposizione e dirottarlo a fare altro (es. le camere). L’ imprenditore, quindi, si adegua: una strumentalizzazione più efficace, per una filiera diversa”, spiega Barbara Pesaresi.

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