Per la prima volta in Italia, una paziente con sordità grave e profonda ha ricevuto un impianto cocleare totalmente interno. L’intervento è stato eseguito lunedì 12 ottobre all’Ospedale di Piacenza dall’équipe di otorinolaringoiatria diretta da Domenico Cuda, nell’ambito di un progetto pilota promosso da Emilia-Romagna e Toscana.
Il dispositivo è progettato per rimanere sotto la cute, senza componenti esterne visibili. Può restare attivo 24 ore su 24, anche durante il sonno, e non deve essere rimosso per fare sport o per esporsi all’acqua. La batteria si ricarica appoggiando un caricatore sull’impianto, senza spegnerlo.
Un intervento analogo è stato realizzato nella stessa giornata all’Ospedale di Siena. Si tratta di una tecnologia con pochi precedenti nel mondo, che apre nuove possibilità per le persone con ipoacusia severa o profonda.
Come funziona il nuovo impianto
Tutte le componenti sotto la cute
Negli impianti cocleari tradizionali, alcune componenti restano all’esterno. Il nuovo sistema, invece, raccoglie i suoni attraverso microfoni progettati per rilevarli attraverso la pelle. Li converte poi in impulsi elettrici che stimolano la coclea; le informazioni sonore arrivano quindi al cervello attraverso il nervo uditivo.
La collocazione interna riduce l’esposizione del dispositivo a urti e danni. L’impianto può essere utilizzato durante attività sportive, anche quando si indossa il casco, e in ambienti esposti ad acqua o polvere. Il decorso della paziente sarà monitorato nelle prossime settimane.
Il progetto pilota tra Emilia-Romagna e Toscana
La Regione Emilia-Romagna ha acquistato altri nove impianti, che saranno collocati entro la fine del 2027, sempre a Piacenza. La tecnologia, pur avendo ottenuto la conformità ai requisiti di sicurezza, non è ancora tra i dispositivi rimborsati dal Servizio sanitario nazionale: i nuovi interventi saranno quindi finanziati dalla Regione.
Il presidente Michele de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno definito il risultato un esempio di come ricerca pubblica e innovazione possano tradursi in benefici concreti per i pazienti. Hanno inoltre sottolineato il ruolo della collaborazione tra istituzioni e competenze cliniche.
Piacenza, centro di riferimento nazionale
L’intervento rafforza il ruolo dell’Ospedale di Piacenza, che esegue circa 140 impianti cocleari all’anno. Nell’80% dei casi i pazienti arrivano da fuori regione. Il centro ha oltre vent’anni di esperienza nella gestione di casi complessi, in età pediatrica e adulta.
La direttrice generale dell’Azienda Usl di Piacenza, Paola Bardasi, ha attribuito il traguardo al lavoro coordinato di otorinolaringoiatri, audiologi, anestesisti, logopedisti, infermieri e personale amministrativo.






