Due donne di 32 e 33 anni sono state arrestate dai carabinieri a Perugia dopo una truffa ai danni di un 67enne di Cesena. Recuperati 510 euro e monili in oro. Le due avrebbero tentato di raggirare anche un’anziana di 86 anni.
La truffa del falso carabiniere a Cesena
L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di martedì 13 ottobre, quando un uomo di 67 anni residente a Cesena è stato vittima di una truffa con la tecnica del sedicente carabiniere.
Ricevuta la segnalazione, i carabinieri di Cesena sono intervenuti rapidamente nell’abitazione dell’uomo, raccogliendo elementi utili a individuare l’autovettura utilizzata dalle presunte responsabili. La piccola utilitaria era diretta verso sud lungo la E45.
Grazie alla collaborazione tra i militari di Cesena e i comandi dell’Arma in Umbria, è stato attivato un dispositivo di ricerca che ha permesso ai carabinieri di Perugia di intercettare e bloccare il veicolo.
Recuperati soldi e gioielli in oro
Le due donne, di 32 e 33 anni e originarie dell’hinterland campano, sono state arrestate dai carabinieri delle Stazioni di Ponte San Giovanni e Umbertide, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Perugia e dell’8° Reggimento “Lazio”, Squadra di Intervento Operativo.
Sono ritenute responsabili di truffa aggravata e tentata truffa in concorso. Durante gli accertamenti, i militari hanno recuperato l’intera refurtiva sottratta al 67enne di Cesena: 510 euro in contanti e monili in oro per un peso complessivo di 41 grammi. Il denaro e i preziosi sono stati restituiti alla vittima.
Nel mirino anche un’anziana di 86 anni
Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di far emergere anche un secondo possibile episodio. Le due donne sarebbero state infatti in procinto di mettere a segno un’altra truffa ai danni di una donna di 86 anni, contattata poco prima telefonicamente con modalità analoghe.
Durante il controllo da parte dei carabinieri, le arrestate avrebbero ricevuto una telefonata con l’indicazione dell’indirizzo al quale recarsi per ritirare altri beni, circostanza che ha contribuito a far emergere il presunto secondo tentativo di raggiro.
Terminate le formalità di rito, le due donne sono state accompagnate alla casa circondariale di Perugia-Capanne, a disposizione della Procura della Repubblica di Perugia, che conduce le indagini.






