
“La nostra è una vera e propria stirpe – sottolinea infatti Paolo Prati, 55 anni, padre dei nuovi neoimprenditori, socio storico di Confartigianato cesenate – e anche i fratelli di mio padre hanno aperto panifici a Calabrina (Quinto e Sesto Prati), Capannaguzzo, dove al padre Bruno è subentrato il figlio Michele e Pievesestina, gestito da mia zia Velia. Probabilmente questa predisposizione al mestiere sarà anche una questione genetica, ma soprattutto credo che abbiamo avuto in casa esempi luminosi da imitare, a partire da mio nonno e mio padre, che ci hanno aiutato ad appassionarci a questo lavoro, faticoso ma gratificante. La nostra storia è sempre stata costruita nelle piccole frazioni dove ancora oggi i forni sono punti di riferimento e noi consegniamo ancora il pane a casa visto che il territorio delle frazioni è ampio con le case disseminate nella campagna. Sono accortezze che abbiamo ereditato dalla sapienza dei nostri padri. Io e mia moglie Silva abbiamo rilevato l’attività di mio padre nel 1996 e ora sono contento che i miei figli siano entrati nel mestiere, pur avendo titoli di studio che potevano consentire loro anche di percorrere altre strade professionali”.
“Noi abitiamo a Cesenatico – prosegue Paolo Prati – e il nuovo forno è vicino a casa, nel quartiere Madonnina. La prerogativa dei Prati è da sempre la genuinità dei prodotti, anche quelli della tradizione, ad esempio noi proponiamo gli antichi maritozzi e altri dolci della tradizione, insieme alle varie tipologie di pane. Il nuovo forno che apre domenica sarà moderno ma ben collegato alla tradizione”.
I ragazzi entrano nel mestiere ben sapendo che quello di fornaio è un mestiere duro, che richiede anche lavoro notturno. Sono preoccupati? “L’organizzazione del lavoro oggi, grazie anche alle strumentazioni tecnologiche, è tale che la lavorazione viene più spostata sulla mattina presto e la levataccia notturna di quando ero ragazzo io risulta addolcita. La peculiarità del nostro mestiere, tuttavia, resta quella di una accurata e laboriosa preparazione: il pane buono va curato e cotto con tutte le cure del caso e il tempo necessario per sfornarlo flagrante al mattino presto, un valore aggiunto che i nostri competitori industriali non potranno mai avere. I ragazzi, che saranno coadiuvati da mia moglie Silva, lo sanno bene e sono carichi, anche perché debbono tenere alto il nome della stirpe di fornai Prati”.
